latte non fa male

Il latte? Non fa male ma occhio alle quantità e meglio scremato

Negli ultimi anni sembra quasi che chi beve latte debba quasi sentirsi in colpa. Le leggende metropolitane corrono alla velocità della luce e così si ha la percezione che non smettere di assumere questa bevanda anche quando si cresce sia un peccato mortale.

In realtà questo alimento contiene elementi importantissimi come calcio, vitamine, zinco, fosforo e proteine. Si tratta di nutrienti che svolgono azioni importanti per il benessere dell’organismo: infatti una tazza di latte apporta il 16% del valore giornaliero di proteine necessario, contribuendo a mantenere i muscoli forti.

Come in tutte le cose, e salvo abusi, intolleranze e o vere e proprie allergie, la risposta sta solo e soltanto nella moderazione. Il calcio contenuto in ogni tipo di latte, inoltre, è fondamentale per la corretta crescita delle ossa e fa bene soprattutto per gli anziani o alle donne durante la menopausa.

Il latte, come detto, ha un elevato potere nutritivo ed è, insieme agli altri latticini, la più ricca fonte di vitamina D per l’uomo, importante durante accrescimento e nella postmenopausa della donna, quando la caduta di estrogeno può provocare dapprima osteopenia e poi osteoporosi il problema, dunque, sta soltanto negli allevamenti ovvero ai mangimi ogm, agli ormoni e agli antibiotici somministrati al bestiame.

Interessanti a tal proposito le dichiarazioni di Andrea Ghiselli, medico e dirigente di ricerca, in un recente convegno a tema sul consumo di latte in Italia che ha fugato molti dubbi.

E’ in corso una preoccupante campagna di disinformazione sul latte che sta creando allarme nei consumatori italiani – spiega l’esperto – Nei media e soprattutto in rete si legge di tutto, senza però alcun fondamento scientifico. Invece le evidenze della ricerca ci dicono che non solo il latte resta una fonte privilegiata e difficilmente sostituibile di calcio, ma che il suo consumo nell’ambito delle raccomandazioni, è associato a benefici per la nostra salute che vanno ben al di là del semplice contributo allo scheletro. Quindi, dovremmo senz’altro consumarne di più, anche perché in Italia siamo ben al di sotto delle quantità raccomandate: tra latte e yogurt arriviamo a stento ad una porzione al giorno (125g), contro le 2-3 raccomandate. Dovremmo consumarne almeno il doppio. Le Linee guida consigliano 250-375 grammi di latte o yogurt nella popolazione adulta… Anche perché circa il 50% dell’apporto quotidiano di calcio deriva dai prodotti lattiero caseari. Oltretutto si tratta di un calcio a buon mercato, infatti, ci costa poco sia sotto il profilo delle calorie, sia in termini di portafoglio….

Andiamo dunque a vedere nel dettaglio i principi nutritivi contenuti nel latte: glucidi (lattosio in particolare: si tratta di uno zucchero a rapido assorbimento), lipidi (trigliceridi e fosfolipidi), proteine (vi troviamo soprattutto caseina e lattoglobulina), sali minerali (calcio e fosforo) e vitamine(due tipi di vitamine: quelle idrosolubili, come B2 e B12, e quelle liposolubili, come la vitamina A e la vitamina D).

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