La rigenerazione urbana e il caso Vegas

La rigenerazione urbana e il caso Vegas

Quando pensiamo a Las Vegas, abbiamo in mente la Strip, in cui si concentrano tutte le attività legate all’industria dell’intrattenimento. Negli ultimi anni però, c’è stato un vero e proprio cambio di rotta e la città ha modificato la propria immagine da capitale del gioco d’azzardo a meta per le vacanze delle famiglie e oasi dello shopping più sfrenato ma non solo…

Divertimento come attività sostenibile

Con la realizzazione del City Center, una delle più importanti operazioni del mercato immobiliare a capitale privato della storia degli Stati Uniti, si è tentato di uscire dalla ormai obsoleta e fatiscente costruzione dell’edificio a tema, che caratterizza la Strip.

Si tratta di sei nuovi complessi, firmati da architetti di fama mondiale come: Cesar Pelli, Daniel Libeskind, Kohn Pedersen, Fox Associates, Helmut Jahn, Foster+Partners ma non solo, che si estendono su una superficie di ben sessantasette metri quadri sulla Boulevard South.

L’obiettivo primario di questo centro polifunzionale è quello di rilanciare proprio nel centro della città un ambiente più accogliente, internazionale, per riunire persone di tante nazionalità, non solo i giocatori incalliti e permettere loro di divertirsi e rilassarsi passeggiando attraverso viali, percorsi pedonali e spazi pubblici molto dinamici e a misura d’uomo.

Come viene ben spiegato nel libro Learning From Las Vegas, uno dei testi chiave nella storia dell’architettura degli ultimi quarant’anni,

L’architettura deve immergersi nella vita quotidiana, assumendone come tema pure gli aspetti che apparentemente deturperebbero una presunta purezza degli edifici, come appunto un’insegna luminosa su una facciata, piuttosto che un’antenna tv su un tetto.

Oggi più che mai, i paesaggi aggressivi e casuali caratteristici degli anni sessanta americani in piena suburbanizzazione, devono e possono essere rigenerati, anche per far fronte al grave problema del contenimento dei consumi del suolo e di energia, oltre che per un puro fatto estetico.

Proprio da questa consapevolezza è partito il progetto di riqualificazione di Las Vegas, attraverso l’adozione di nuovi impianti per il riciclo e il riutilizzo delle acque, l’uso di pannelli solari, per trasformare la capitale del divertimento in un ambiente smart, facilmente raggiungibile sul piano dei trasporti e con una politica più moderna del lavoro sostenibile.

L’aspetto logistico e di mobilità è di fondamentale importanza per questa città, che riceve ancora il suo massimo introito di guadagno dagli appassionati di casinò amatoriali e dai giocatori professionisti. Con l’avvento dell’intrattenimento online che permette di giocare da qualsiasi luogo e a qualunque ora della giornata senza nemmeno uscire di casa, fidelizzando la propria clientela con bonus accattivanti, il livello di ricettività a Las Vegas dovrà essere sempre più competitivo e altamente tecnologico.

riqualificazione di Las Vegas
Fonte: edilportale.com

Il caso Bilbao: rigenerazione funzionale

A metà degli anni settanta questa città basca ha conosciuto un momento di profonda crisi economica, che l’ha trasformata in una città fantasma con un tasso altissimo di disoccupazione.

Da centro di una florida attività navale e siderurgica è diventata una metropoli inquinata e decadente, a causa anche di un disinteresse generale da parte delle autorità dell’epoca. Con l’alluvione devastante del 1983, Bilbao si è dovuta rimboccare le maniche, per dare vita a un nuovo piano di riqualificazione urbana e di cambiamento, con l’intento di diventare nel medio periodo-lungo periodo una città tecnologica e moderna più vivibile e in grado di attirare turisti di tutto il mondo.

Nel 1991 è stata fondata l’associazione Bilbao Metropoli, un vero e proprio partenariato tra il pubblico e il privato, per risolvere i problemi di riqualificazione territoriale, come gli interventi massicci sul fiume e il nuovo progetto di ampliamento del porto, vero fulcro della città.

Un altro aspetto molto importante è stata la riunificazione del tessuto urbano delle due sponde attraverso una nuova rete di due linee della metropolitana, la costruzione di una funivia che raggiunge la parte collinare della metropoli, di una rete tranviaria di superficie e del nuovo aeroporto, utilizzando materiali innovativi e non inquinanti.

In soli vent’anni questa città è rinata completamente in una veste moderna e al passo coi tempi, un vero modello culturale e di ecosostenibilità, con nuove attività economiche per attirare i turisti. Queste due città, sebbene molto diverse tra loro ci dimostrano che il cambiamento è possibile e se ben strutturato, porta benefici sia alla vita di chi ci abita sia all’economia e al territorio.

La rigenerazione urbana

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