dichiarazione di successione

Dichiarazione di successione: quali dati inserire

La compilazione della dichiarazione di successione spetta agli eredi, che spesso si trovano a dover incaricare un curatore testamentario.

Questo perché la modulistica deve riportare, insieme con l’elenco di tutti gli eredi, i dati che riguardano ogni singola proprietà del defunto, compresa la documentazione che permette di identificare ogni bene immobile o mobile che dovrà essere trasferito agli eredi, calcolando quindi le quote spettanti ad ognuno e l’ammontare dell’eventuale tassa di successione. Il sito https://geometra24.it/ può essere d’aiuto nella compilazione di questo tipo di documento.

La documentazione

La dichiarazione di successione non è un mero documento amministrativo, ma servirà anche come atto giuridico, per accertare l’avvenuto passaggio di proprietà delle singole proprietà del defunto. A tale scopo alla dichiarazione si devono allegare molteplici documenti tra cui: il certificato di morte del defunto e copie di un documento di identità per ogni singolo erede; autocertificazioni riportanti i gradi di parentela tra il defunto e gli eredi; la documentazione catastale di ogni immobile che rientra nel patrimonio; rendita catastale di ogni immobile.

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro un anno dalla scomparsa del soggetto e basta che un singolo erede, o un curatore, si preoccupi di questa incombenza. Nel corso dei mesi successivi è possibile apportare delle modifiche, in modo da inserire nell’asse ereditario beni di cui non si conosceva l’esistenza, o nuovi eredi, o da correggere alcuni errori commessi nella prima dichiarazione.

Le tasse

Oltre a fungere da atto giuridico per il passaggio di proprietà dei beni, la dichiarazione di successione si utilizza anche per calcolare le tasse di successione dovute all’Agenzia delle Entrate da ogni singolo erede. In particolare le aliquote da utilizzare per il calcolo delle tasse di successione sono diverse a seconda del grado di parentela con il defunto.

Nel caso di parentela diretta, nel caso quindi di figli, coniuge o genitori, la tassa dovuta è pari al 4% del valore dei beni ereditati; per i fratelli la tassa è del 6%, per parenti lontani o altri tipi di eredi l’aliquota da utilizzare e dell’8%. Conviene anche ricordare che esistono delle franchigie ideate per favorire gli eredi che siano anche parenti diretti del defunto.

I figli, i genitori e il coniuge non pagano le tasse di successione fino ad un massimo di 1 milione di euro, mentre i fratelli beneficiano di una franchigia di 100.000 euro. Tutti gli altri soggetti non possono beneficiare di alcun tipo di franchigia.

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