Criptovalute: è l’asset che “ucciderà” le banche?

Criptovalute: è l’asset che “ucciderà” le banche?

Le banche sono destinate a sparire, e forse la colpa sarà delle criptovalute. Una profezia certamente nefasta per i tanti istituti di credito che affollano il nostro mondo finanziario, e che non è stata pronunciata da uno sconosciuto complottista, bensì dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui le banche – almeno, nella concezione tradizionale del termine – sono destinate a scomparire, superate da nuove “figure”. Il premier non si sbilancia però nel tentare di interpretare quando questo trapasso avverrà, e quali saranno le principali determinanti che condurranno a tale evoluzione (anche se, in questo ambito, è sembrato aprire alle criptovalute).

Ma le previsioni di Netanyahu sono condivisibili o si tratta di un’esternazione eccessiva? Difficile poter fornire una valutazione in tal senso, come ci ricorda il sito criptovalute24. Quello che invece è certo che è si tratta della prima volta che un capo di governo discute in maniera così aperta delle conseguenze future delle criptovalute, del loro successo e delle implicazioni per il mondo bancario tradizionale.

Non solo: a meno che non si creda alle coincidenze, il momento in cui il video con le dichiarazioni del premier israeliano è divenuto pubblico e ha iniziato ad essere condiviso sui social network (dopo esser stato tradotto, considerato che le dichiarazioni sono state rilasciate in ebraico), le quotazioni del bitcoin hanno iniziato a riprendere fiato, invertendo una tendenza che le vedeva in flessione da qualche giorno.

Tornando al tenore delle dichiarazioni, Netanyahu ha poi affermato come le le banche siano state create e continuino ad esistere con il principale scopo di assicurare che le transazioni tra due parti siano veloci, valide e sicure. Nel momento in cui però la blockchain (la tecnologia decentrata su cui si basa Bitcoin e altre criptovalute), rende possibile le transazioni dirette, senza cioè la presenza di un intermdiario che possa garantire la validità delle operazioni, è possibile che la stessa base delle banche possa essere messa in crisi.

Per il premier, infatti, è proprio la blockchain l’elemento in grado di spingere verso l’alto le quotazioni del bitcoin. E, in tal senso, attenzione però a non riporre eccessiva fiducia in questo senso: Netanyahu ha infatti sottolineato come i rialzi incredibili che la criptovaluta ha potuto garantire ai suoi investitori negli ultimi mesi non hanno termini di paragone, e che “non esiste” che i valori dei bitcoin possano continuare a salire con questo ritmo anche nel prossimo futuro.

Peraltro, sempre in orbita criptovalute, proprio contestualmente alle dichiarazioni del premier israeliano arrivavano anche le valutazioni contenute in un report di Deutsche Bank, che ha fatto il punto sul traino dell’Asia nella crescita delle valute virtuali e, in particolar modo, del Giappone. D’altronde, dopo che ad agosto 2017 la Cina ha di fatto abolito gli exchange di criptovalute e le ICO, è il Giappone a far la parte del leone negli scambi, con una quota del 40% degli scambi globali.

Insomma, altra carne al fuoco nella già ricca brace delle criptovalute, che nei prossimi mesi sembra essere destinata ad arricchirsi di nuove linee di sviluppo…

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