Come funzionano le stampanti a getto d’inchiostro?

Come funzionano le stampanti a getto d’inchiostro?

Le stampanti a getto d’inchiostro sono una presenza comune all’interno delle case e degli uffici, e sono correntemente utilizzate per stampare documenti domestici, foto per la famiglia, fatture, moduli e documenti aziendali, in bianco e nero e a colori. Ma vi siete mai chiesti come funzionano le stampanti a getto di inchiostro?

In verità, le stampanti a getto d’inchiostro hanno funzionato all’incirca nello stesso modo da quando HP ha lanciato la sua prima stampante ThinkJet nel 1984.

Tuttavia, è anche vero che nel corso degli anni la tecnologia ha subito corposi cambiamenti, rendendo sempre più efficiente la stampa e sempre più economiche i consumabili che potete, ad esempio, trovare sul sito https://www.cartucce.com/.

In una stampante a getto d’inchiostro tradizionale, l’inchiostro viene immesso nella cartuccia da migliaia di minuscoli serbatoi nella testina di stampa, e viene quindi riscaldato rapidamente da una minuscola resistenza, che fa sì che l’inchiostro formi una sorta di “bolla”, che a sua volta spinge le minuscole goccioline attraverso un ugello sulla pagina, dove ciascuna forma un punto. A loro volta, i punti possono unirsi in linee, caratteri e sottili gradazioni di colore che possono essere ammirati in una stampa finita, sia che si tratti di una semplice lettera, sia che si tratti di un dossier di 20 pagine ricco di grafici o ancora di una foto di famiglia.

Insomma, un meccanismo apparentemente molto complesso, del quale prevalentemente si ignorano le specificità più tecniche. Un meccanismo intelligente, anche se con i suoi limiti. La testina di stampa è infatti molto piccola e può depositare inchiostro solo su una piccola sezione della carta alla volta. Il che significa che, in fondo, la testina deve spostarsi da destra a sinistra e da sinistra a destra sul foglio, stampando una linea di punti alla volta. Quando la linea è finita, il meccanismo di trasporto della carta – cioè quello che “tira” la carta verso la stampante, sotto la testina di stampa e nel vassoio di uscita – sposta la carta in posizione per la linea successiva.

Oltre alla lentezza e alla macchinosità del processo, quanto sopra può anche avere un impatto sull’affidabilità a lungo termine, poiché il movimento orizzontale della testina di stampa determina gradualmente una crescente usura. Questo limita ovviamente le velocità di stampa, poiché la stampante deve attendere che la testina di stampa attraversi la pagina prima che il meccanismo di trasporto della carta possa procedere oltre.

Ad ogni modo, le stampanti a getto d’inchiostro sono migliorate notevolmente nel corso degli ultimi 30 anni, passando da una velocità di 2 pagine al minuto (ppm) a oltre 30 ppm, mentre le risoluzioni sono aumentate da 300 punti per pollice (dpi) a 2400 dpi. Ad ogni modo, sono proprio i limiti della testina di stampa a impedire di stampare più velocemente e di gestire il tipo di carichi di lavoro che ci si aspetterebbe invece da una stampante laser, ben più frequente in ambiti professionali e di ufficio, dove si richiede una maggiore celerità nella produzione dei documenti stampati.

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