Calo della mortalità in Australia: una bella notizia che ha messo ko gli investitori

Calo della mortalità in Australia: una bella notizia che ha messo ko gli investitori

Incredibile ma vero anche il calo della mortalità, in talune circostanze, può essere visto negativamente. È quanto sta accadendo in Australia dove i titoli delle imprese funebri stanno colando a picco perché si muore sempre meno. Quest’anno le imprese funebri australiane non stanno passando un bel momento a causa di un tasso di mortalità bassissimo.

Il numero dei decessi è talmente basso che ha fatto crollare in borsa il maggior azionista di pompe funebri della nazione. Le cause di questo inaspettato calo sono dovute ad un autunno più mite del solito e ad una potentissima campagna di vaccinazione che ha ridotto all’osso i casi d’influenza a livello nazionale. Il che è una notizia bellissima per la nazione, in quanto vuol dire che si vive bene, più a lungo e in maniera sana.

I broker, tuttavia, non dormono sonni tranquilli. Alcuni sono fiduciosi sul fatto che la mortalità tornerà a salire non appena verranno meno questi fattori temporanei che hanno fatto precipitare le azioni in borsa. Una malaugurata previsione che, ovviamente, non sia augura nessuno se non chi ha investito cifre considerevoli in questi titoli. La società che ha subito questo inaspettato crollo è la InvoCare, la quale possiede 250 aziende di pompe funebri locali in Australia, Nuova Zelanda e Singapore.

Tutte e tre queste nazioni hanno in comune un tasso di mortalità molto basso dovuto alla presenza di eccellenti strutture sanitarie che ogni giorno salvano numerose vite.  Nonostante il crollo inaspettato il clima tra la maggior parte degli operatori di mercato resta sereno, pochi sono quelli che credono in una disfatta della InvoCare e ancora meno sono quelli che definiscono il calo di questi giorni la crisi del settore funebre australiano.

Del resto è proprio così, prevedendo i trend in maniera spesso molti cinica, che i broker fanno affari. Per alcuni il calo della mortalità e il conseguente crollo delle azioni della InvoCare è stata una vera e propria mazzata in quanto la diversificazione degli investimenti, inizialmente, era molto remunerativa. L’acquisto in massa di questo tipo di azioni era avvenuto quando l’economia dell’Australia, Paese grande produttore di materie prime, è stata colpita dal rallentamento dell’economia cinese.

Molti investitori hanno quindi cominciato a diversificare i loro portafogli dalle attività minerarie (calanti alla Borsa di Sydney) verso alcuni altri comparti, incluso quello funerario, che appariva promettente a lungo termine. La campagna delle vaccinazioni e il clima particolarmente mite hanno poi invertito il trend mandando in crisi centinaia di investitori.

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