“I Love Islam”. Questo è il titolo del nuovo libro di Patrizia Finucci Gallo, giornalista e scrittrice appassionata di mondo arabo-islamico ed esperta del panorama femminile islamico.
Un libro accattivante che sarà difficile ignorare tra gli scaffali delle librerie per la sua copertina rosa luccicante e in particolare per un titolo come “I Love Islam” in un periodo dove di amore per l’Islam nelle copertine dei nostri libri ne troviamo davvero poco.
“Il libro sta andando molto bene, -racconta l’autrice a Minareti.it- abbiamo da poco aperto una pagina su facebook dedicata al libro e devo dire che ci sono molti iscritti. “I Love Islam” è stato accettato con molto entusiasmo, mi arrivano molte mail di consenso e anche attraverso le discussioni le persone mi dicono che c’era bisogno di un libro del genere”.
Un viaggio strepitoso che esplora la vita delle donne musulmane, osservando la loro quotidianità e il loro modo di vivere la propria fede senza tralasciare la loro femminilità.
“Attraverso argomenti come la moda e la musica –continua Finucci Gallo- che possono sembrare banali, vengono approfondite tematiche molto importanti restituendo alla donna musulmana un immagine più moderna, più nuova e più rafforzata”.
“I love Islam” è un esplicito invito ad abbandonare i soliti stereotipi sulla donna musulmana e sull’islam in generale. Una trama colorata e vivace che abbraccia storie e vite di tante donne teologhe, stiliste, politiche e imprenditrici da Oriente a Occidente accumunate dalla loro voglia di vivere con naturalezza la loro fede religiosa.
In questo libro si abbandonano i soliti stereotipi di un islam repressivo ed estremista e si cerca di raccontare un Islam al femminile, un mondo ancora poco conosciuto che rappresenta la realtà del modo di vivere di tante donne musulmane.
“I media danno un’immagine falsata della donna musulmana ed è ora di restituire a queste donne un’immagine più corretta e precisa” diceva la re
gina Rania di Giordania in una delle tante interviste rilasciate ai media occidentali. Ebbene “sono state le affermazioni di Rania di Giordania a spingermi a fare una ricerca dentro il mondo delle donne musulmane”, spiega Finucci Gallo raccontando di come è nato il suo interesse per il panorama femminile musulmano. “Mi ha incuriosito anche la scelta di molte ragazze cresciute in Europa che hanno deciso di indossare il hijab, quando alcune loro madri lo abbandonavano, così come –prosegue Finucci Gallo- ”.
L’immagine più diffusa della donna musulmana oggi è un immagine che suscita tristezza e compassione. Una donna priva di libertà e sottomessa all’uomo. Purtroppo anche questa realtà esiste ma non è la sola. Nel suo libro, Patrizia Finucci Gallo, grazie alla sua ricerca e alle interviste fatte a donne musulmane come Amina Wadud, la prima donna imam, a Faenze Hashemi Rafsanjani, presidente dell’Islamic Fedaration Women Sport e tantissime altre protagoniste dell’islam femminile, ha potuto raccontare esempi e modelli di donne che quasi mai vengono presentati al pubblico in Occidente e in particolare in Italia. A questo proposito, Finucci Gallo riporta un esempio molto chiaro sulle differenze anche tra Paesi europei: “Mentre nel Regno Unito riviste prestigiose di moda come Vogue recensiscono blogs di ragazze musulmane come il bog “Hijab Style” di Yana Kossaibati, che da consigli alle ragazze musulmane su come abbinare il loro hijab con i diversi tipi di look, noi qui in Italia continuiamo a parlare di burqa e di diffidenze e paure nei confronti degli immigrati”.
E perché il titolo “I love Islam”? “Se vuoi arrivare a tante persone bisogna usare una formula un po’ divertente. Così mi sono ispirata a Sex and the city e ho raccontato le storie immaginarie di cinque mie amiche italiane che strada facendo cercano man mano di scoprire e conoscere a fondo loro nuove amiche musulmane ponendo tante domande e andando oltre il pregiudizio”.
“I love Islam” è la miglior rappresentazione finora presente in Italia del movimento culturale e artistico portato avanti dalle donne musulmane.
Per Finucci Gallo sono semplicemente “ragazze, donne che indossano il velo per una scelta religiosa, ma non per questo rinunciano alla loro femminilità”.
di Khalida El Khatir
“I Love Islam”. Questo è il titolo del nuovo libro edito da Newton Compton di Patrizia Finucci Gallo, giornalista e scrittrice appassionata di mondo arabo-islamico ed esperta del panorama femminile islamico. Un libro accattivante che sarà difficile ignorare tra gli scaffali delle librerie per la sua copertina rosa luccicante e in particolare per un titolo come “I Love Islam” in un periodo dove di amore per l’Islam nelle copertine dei nostri libri ne troviamo davvero poco.
“Il libro sta andando molto bene, -racconta l’autrice a Minareti.it- abbiamo da poco aperto una pagina su facebook dedicata al libro e devo dire che ci sono molti iscritti. “I Love Islam” è stato accettato con molto entusiasmo, mi arrivano molte mail di consenso e anche attraverso le discussioni le persone mi dicono che c’era bisogno di un libro del genere”.
Un viaggio strepitoso che esplora la vita delle donne musulmane, osservando la loro quotidianità e il loro modo di vivere la propria fede senza tralasciare la loro femminilità. “Attraverso argomenti come la moda e la musica –continua Finucci Gallo- che possono sembrare banali, vengono approfondite tematiche molto importanti restituendo alla donna musulmana un immagine più moderna, più nuova e più rafforzata”.
“I love Islam” è un esplicito invito ad abbandonare i soliti stereotipi sulla donna musulmana e sull’islam in generale. Una trama colorata e vivace che abbraccia storie e vite di tante donne teologhe, stiliste, politiche e imprenditrici da Oriente a Occidente accumunate dalla loro voglia di vivere con naturalezza la loro fede religiosa. In questo libro si abbandonano i soliti stereotipi di un islam repressivo ed estremista e si cerca di raccontare un Islam al femminile, un mondo ancora poco conosciuto che rappresenta la realtà del modo di vivere di tante donne musulmane.
“I media danno un’immagine falsata della donna musulmana ed è ora di restituire a queste donne un’immagine più corretta e precisa” diceva la regina Rania di Giordania in una delle tante interviste rilasciate ai media occidentali. Ebbene “sono state le affermazioni di Rania di Giordania a spingermi a fare una ricerca dentro il mondo delle donne musulmane”, spiega Finucci Gallo raccontando di come è nato il suo interesse per il panorama femminile musulmano. “Mi ha incuriosito anche la scelta di molte ragazze cresciute in Europa che hanno deciso di indossare il hijab, quando alcune loro madri lo abbandonavano”.
L’immagine più diffusa della donna musulmana oggi è un immagine che suscita tristezza e compassione. Una donna priva di libertà e sottomessa all’uomo. Purtroppo anche questa realtà esiste ma non è la sola. Nel suo libro, Patrizia Finucci Gallo, grazie alla sua ricerca e alle interviste fatte a donne musulmane come Amina Wadud, la prima donna imam, a Faenze Hashemi Rafsanjani, presidente dell’Islamic Fedaration Women Sport e tantissime altre protagoniste dell’Islam femminile, ha potuto raccontare esempi e modelli di donne che quasi mai vengono presentati al pubblico in Occidente e in particolare in Italia.
A questo proposito, Finucci Gallo riporta un esempio molto chiaro sulle differenze anche tra Paesi europei: “Mentre nel Regno Unito riviste prestigiose di moda come Vogue recensiscono blogs di ragazze musulmane come il blog “Hijab Style” di Yana Kossaibati, che da consigli alle ragazze musulmane su come abbinare il loro hijab con i diversi tipi di look, noi qui in Italia continuiamo a parlare di burqa e di diffidenze e paure nei confronti degli immigrati”.
E perché il titolo “I love Islam”? “Se vuoi arrivare a tante persone bisogna usare una formula un po’ divertente. Così mi sono ispirata a Sex and the city e ho raccontato le storie immaginarie di cinque mie amiche italiane che strada facendo cercano man mano di scoprire e conoscere a fondo le loro nuove amiche musulmane ponendo tante domande e andando oltre il pregiudizio”.
“I love Islam” è la miglior rappresentazione finora presente in Italia del movimento culturale e artistico portato avanti dalle donne musulmane. Per Finucci Gallo sono semplicemente “ragazze, donne che indossano il velo per una scelta religiosa, ma non per questo rinunciano alla loro femminilità”.
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Vedi l'intervista video a Patrizia Finucci Gallo (Rai 3)
(14 Luglio 2010)