02/09/2010 17:55:01
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di Emanuela Frate

Da quando i blog hanno fatto irruzione sul web, ne sono stati creati di tutti i generi e per tutti i gusti: dalla politica e l’economia, alla poesie e la filosofia passando, inevitabilmente per le religioni e, naturalmente, l’Islam. Dapprima utilizzati soltanto da alcuni esperti della materia per far conoscere ed apprezzare ad un pubblico sempre più vasto, la religione islamica, dopo solo qualche anno, essi sono diventati uno strumento sempre più diffuso, non soltanto tra i professori ed i cultori dell’Islam, ma anche in larghi strati della popolazione musulmana e, soprattutto, fra le giovanissime. Sempre più giovani donne musulmane utilizzano questo indispensabile mezzo offerto dal web per diffondere le proprie idee, per abbattere pregiudizi e preconcetti sui musulmani, per mostrare agli internauti la profonda spiritualità insita nella loro fede.

Si tratta per lo più di giovani donne italiane convertitesi all’Islam come Aicha che scrive su un blog intitolato “sistersinblog.splinder.com” uno dei più letti sulla grande piazza virtuale. Sul suo blog, molto dettagliato ed approfondito, dopo una breve presentazione sulla sua personale esperienza di conversione, compaiono temi strettamente legati alla religione che dimostrano una notevole conoscenza della materia: un glossario sui termini arabi; una traduzione in italiano del Sacro Corano, i più famosi Hadith del Profeta (pbsl); gli orari della preghiera regione per regione e le date delle festività del calendario islamico ma anche temi sulla femminilità. Immancabili i post sull’opportunità di indossare l’hijab dimostrando che esso, lungi dall’essere uno strumento di oppressione ai danni delle donne musulmane, è una libera scelta e può essere considerato anche un accessorio alla moda. Presenti anche post sull’alimentazione con tante ricette culinarie halal; articoli correlati al matrimonio e ad un sano stile di vita all’interno del matrimonio islamico; l’educazione dei figli così come la sessualità, indicando quali sono le regole da seguire nell’Islam per una sana sessualità all’interno del matrimonio.

Un altro blog molto visitato è quello della trentunenne altoatesina Deborah Muamera Callegari Hasanagic, moglie di un bosniaco e madre di due figli, la Hasanagic si è convertita all’Islam ed è anche autrice di un libro che narra la sua storia “La Mia Fuga Verso l’Islam”. Dal giorno della sua conversione, l’autrice è molto attiva sul web dove difende la sua scelta di cambiar vita e cerca di abbattere molti pregiudizi costruendo dei ponti virtuali tra le diverse culture e religioni. Negli articoli postati sul suo blog “muamera.blogspot.com”, oltre ai consueti articoli per far conoscere la religione, compaiono anche alcuni testi ed immagini sulla guerra dei Balcani e sulla tragedia di Srebenica in cui persero la vita tra gli 8mila  ed i 10 mila musulmani bosniaci.

Di diverso stampo è invece il blog di Amal (www.silpad.blogspot.com). Sebbene il fine sia sempre lo stesso, cioè quello di far conoscere l’Islam e sfatare opinioni errate sui musulmani, il modo in cui questi concetti vengono presentati, è molto diverso. Pensieri sparsi scritti in modo molto naturale, il blog della giovane Amal assomiglia molto ad un diario aperto che tutti possono leggere. Lo stile non è ricercato ed è evidente che gli articoli sono scritti di getto e sono dettati dalle emozioni e da particolari stati d’animo dell’autrice. Si evoca l’amore per l’Egitto e per la sua gente; così come i ricordi sporadici di un’infanzia e di un’adolescenza che le appartiene più; oppure la vergogna di sentirsi italiana quando gli uomini dell’Arma, senza una motivazione plausibile, le piombano in casa per perlustrare che non vi sia nascosta della droga per il solo fatto che il marito si chiami Ali e non con il ben più rassicurante nome Mario Rossi!

Racconti ed esperienze di vita che non è possibile non condividere e commentare. Ed effettivamente, i commenti ai post delle curatrici dei blog, sono sempre numerosi. Spesso le sorelle, citando alcune sure e alcuni detti del Profeta (pbsl), manifestano la più profonda solidarietà incitando le loro paladine a proseguire per la propria strada senza curarsi di chi, invece, intende metter loro i bastoni fra le ruote.

Sulla falsariga di quello di Amal è anche il blog www.an-nisa.splinder.com. Un gruppo di donne impegnate che trattano, con molta spontaneità, argomenti correlati al femminismo islamico e si definiscono, appunto, donne musulmane “parlanti”  per contrapporsi all’idea di chi invece le vuole passive e sottomesse.

Ma di siti simili ne esistono numerosi: come non citare www.muslimgirls.myblog.it oppure  l’interessantissimo blog www.sottoilcielodiallah.blogspot.com curato da Hanifah in cui campeggia, all’apertura, la truce storia di Marwa El Sharbini, una trentenne di origine egiziana massacrata in Germania con trenta coltellate da un fanatico antislamico. La notizia, trattata con ritegno - quasi a volerla celare - da sparuti giornali, fa da contraltare alle storie spesso strumentalizzate delle varie Hina o Sanaa.

Sovente questi blog sono in relazione fra di loro in quanto le loro autrici si conoscono e commentano alcune delle notizie che vi appaiono. In molteplici blog spesso compare un elenco di link correlati che rimandano ad altri siti o blog che illustrano tematiche simili o tag come si dice in gergo.

Insomma, il blog per le giovani musulmane, sta diventando sempre più uno strumento di democrazia in cui manifestare i propri convincimenti morali, contrastare i più diffusi pregiudizi, condividere e confrontarsi su argomenti delicati, dimostrare che esiste un diverso concetto di femminilità che rifugge da quello della donna-oggetto e divulgare notizie che i media ufficiali tralasciano o, a malapena, accennano.  

(02 settembre 2010)

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