Che lo stile etnico e mediorientale si fosse imposto recentemente diventando quasi un must di fascino e bellezza per il gentil sesso, era risaputo già da alcuni anni. Tessuti morbidi, pantaloni larghi con i risvolti dagli stilemi “arabesque”, “jelbeb” ovvero lunghi caffettani dai colori accesi e dalle bordure impreziosite. Non mancano gli accessori: i bracciali, i grandi orecchini con i pendenti, ciondoli da appendere alle catenine come il “hamsa” ovvero la mano di Fatima- le cui cinque dita rappresentano i cinque pilastri dell’Islam- sono diventati di uso comune anche per le “fashion victims” occidentali.
Ma che gli stessi colori, gli stessi tessuti, gli stessi stilemi potessero adattarsi anche alla moda maschile –riscuotendo anche critiche positive da parte degli addetti ai lavori- è stata una vera e propria rivoluzione. Durante la settimana della moda maschile due stilisti emergenti di origini arabe hanno presentato le loro eclettiche collezioni di moda uomo. La collezione di Khalid Al Qasimi è stata un omaggio all’Oriente. Lo stilista emiratino ha voluto riproporre nei suoi abiti il lusso sfarzoso lasciato a Sharjah. La collezione intitolata “The Empty Quarter” si ispira altresì all’antico Egitto dei Faraoni. La grandezza, l’opulenza faraonica contrapposta all’eleganza asciutta ed un po’ sobria dell’uomo moderno. Un mix perfetto tra un passato fastoso e lontano ed un presente sempre in movimento; un mix tra la ricercatezza orientale e la geometrica sobrietà occidentale; ma anche un mix tra l’universo maschile e quello femminile dove la delicatezza di tessuti morbidi come l’organza e lo chiffon viene accostata alla virilità dei corpi maschili.
Rad Hourani, lo stilista di origini giordane che ha presentato la sua collezione uomo “Tranclassic”, si è spinto oltre. Più che un défilé vero e proprio, la sua è stata una mostra d’arte in cui delle modelle androgine hanno indossato monocromatici abiti maschili, prevalentemente neri, dal taglio squadrato e geometrico. Una moda che non fa distinzione fra i sessi, in cui tutti sono uguali. Una ridefinizione, in chiave moderna, dell'abito classico maschile che si adatta alle esigenze dell’uomo contemporaneo. “Tranclassic”, la collezione più futurista che sia stata presentata nella settimana della moda maschile a Parigi, rappresenta una moda “per un universo unisex e senza tempo”-come l’ha definita lo stesso stilista.
Che lo stile “arabesque” venga platealmente ostentato o che sia appena percettibile è una questione di gusti. Ma quel che è certo è che non c’è più nessun vestito –né per l’uomo né per la donna-che non abbia un colore, una decorazione, un disegno di chiara ispirazione araba.§
Gli abiti proposti da questa generazione di designer di origini arabe è stata ampiamente applaudita dal parterre e fiumi di parole sono stati scritti sulle riviste specializzate. Gli artisti del mondo arabo sono ormai entrati a pieno titolo tra i guru della moda internazionale.
Ad un anno di distanza dalla "rivoluzione", il popolo egiziano lamenta la mancanza di sicurezza nel Paese attualmente governato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate: durante una partita di calcio a Port Said sono stati uccisi 74 tifosi.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il 21 dicembre la comunità musulmana livornese ha acquistato parte di una struttura in zona Picchianti che verrà destinata alla costruzione di un luogo di culto. Reazioni positive dal Sindaco e dal Vescovo di Livorno.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.