di Emanuela Frate
E’ appena uscita l’ultima fatica letteraria dello scrittore e antropologo franco-algerino Malek Chebel. Il libro s’intitola “Dictionnaire Amoureux des Milles et une Nuit” edito dalla Plon. Il libro riprende idealmente i temi trattati in alcuni dei suoi saggi precedenti che tanto scalpore e ammirazione suscitarono. Si tratta de “I cento nomi dell’Amore”- scritto a quattro mani con Lassâd Métaoui- in cui l’autore analizza la vastità semantica del concetto “Amore”, il “Dizionario amoroso dell’Islam” ed il più ardito “Kama Sutra Arabo” in cui l’autore di origini algerine riprende, in un’antologia completa, tutte le opere letterarie a sfondo erotico-sensuale.
Il Dizionario amoroso delle Mille e una Notte si pone dunque come la continuazione ideale di questo filone di saggi in cui l’amore, considerato anche nel suo aspetto più sensuale, viene analizzato insieme all’Islam. Con quest’ultimo libro, Chebel vuole mostrare un aspetto meno conosciuto della religione islamica, quello più ludico e più gioioso legato ai piaceri della carne. E, per dimostrare che Islam e sessualità non sono affatto in conflitto, analizza uno dei più grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi: le Mille e una Notte.
La scelta non è casuale: non solo “Le Mille e una Notte” sono il più grande capolavoro della letteratura araba, ma propongono altresì un’immagine della donna sensuale, voluttuosa, maliziosa e astuta. Sherazade, l’eroina femminile delle Mille e una Notte, differisce enormemente dall’immagine femminile passiva e remissiva che spesso viene rappresentata in Occidente, ma è una donna che, al contrario, con la sua astuzia e, facendo leva sulla sua innata femminilità, riesce a farsi beffa perfino del re! L’autore intende contrapporre l’immagine felice delle donne immerse in un Oriente mitico e fantastico alla triste immagine di donne avvolte dal burqa in desolati e anonimi paesaggi.
Ed è in quest’ottica che si deve leggere l’ultima opera di Malek Chebel, un vero e proprio inno all’amore e all'universo femminile con i suoi harem, le sue odalische, le sue danzatrici, le spose e le concubine di quella incantevole Baghdad abasside del X secolo. Ciò che l’antropologo delle religioni intende nuovamente ribadire anche in quest’ultimo libro è che il mondo arabo, in cui l’Islam si è originato, ha un'intensa carica sensuale connaturata nell’Islam stesso. “L’Islam aime la chair, l’amour et la femme” (L’Islam ama la carnalità, l’amore e la donna) diceva Chebel in una precedente intervista rilasciata al giornale francese « Le Point » per sottolineare che l’amore profano e l’amore spirituale vanno di pari passo e che l’atto sessuale propriamente detto è una benedizione divina.
Le 918 pagine dedicate alle Mille e una Notte sono incentrate interamente sulla regina incontrastata dei racconti e sui simboli e le immagini del mondo femminile. Tuttavia non si tratta di un vero e proprio Dizionario Amoroso nel senso stretto del termine in quanto ogni lettera dell’alfabeto che viene analizzata ha un riferimento, più da vicino o da lontano, al mondo delle Mille e una Notte. Così è facile incontrare, nel Dizionario Amoroso di Chebel, personaggi, luoghi, animali, nozioni che rimandano, direttamente o indirettamente, alle Mille e una Notte.
Chebel non è nuovo a scandali e clamori, c’è chi ha accolto con entusiasmo i suoi libri e chi li ha considerati addirittura “pericolosi” a causa dei contenuti fin troppo espliciti, ma la voce dei suoi detrattori è sempre più flebile rispetto ai tanti lettori che amano il modo unico che Chebel ha nel presentare l’Islam, il mondo arabo, la femminilità anche nel suo aspetto più ludico e piacevole anziché repressivo e oscurantista come spesso viene ritratto.
(14 giugno 2010)