19/07/2010 17:24:15
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di George Baghdadi

Temendo che una Siria da sempre secolarizzata di possa avvicinare all'Islam radicale, le autorità hanno vietato in silenzio il niqab, un velo che copre anche la faccia indossato da alcune donne musulmane, nelle università pubbliche. E' stata una mossa ben accolta dalla maggior parte dei siriani.

Il governo che ha sempre tenuto sotto controllo i movimenti islamici, ha anche obbligato 1200 insegnanti che indossavano il burqa (il velo musulmano che copre dalla testa ai piedi) a lasciare il loro lavoro o a vedersi spostate in uffici statali dove non avrebbero dovuto entrare a contatto con gli studenti.

“Il ministro dell'Educazione Superiore Ghyath Barakat ha dato delle direttive per cui le donne che indossano il niqab non sono autorizzate ad entrare nelle università siriane”, ha riportato una fonte a CBS News. “Il ministro si è fermamente opposto a questo fenomeno che è in contraddizione con i valori accademici e la morale ed etica tradizionale della società siriana”, ha proseguito la fonte, a condizione che il suo nome non venga riportato.
“Non lasceremo che le nostre figlie diventino prede delle idee estremiste. I siriani, lungo i secoli, hanno sempre dimostrato la loro consapevolezza, comprensione e capacità di opporsi a questi costumi negativi”, ha riportato la fonte rispetto alle parole di Barakat, il ministro siriano, ai suoi assistenti.

Il divieto, che non è stato reso pubblico dai media statali, non riguarda l'hijab, o velo, che la grande maggioranza delle donne siriane velate preferisce.

Il partito pan-arabista Ba'ath che governa la Siria dal 1963, ha annientato negli anni '80 un movimento estremista dopo che aveva compiuto una serie di attacchi terroristici nel paese.

Solo il 20% delle donne siriane portava l'hijab negli anni '80; negli anni '60 il velo era ancora più raro. Oggi la percentuale delle donne che lo portano è molto più alta, un fenomeno comune in gran parte del mondo islamico.
Non c'è da aspettarsi che questi ordini abbiano la possibilità di diventare legge in Siria, sebbene il Paese stia vivendo una forte rinascita religiosa, secondo molti analisti.

Un nuovo risveglio islamico è evidente nei fin qui moderati, è un cambiamento che è stato chiaramente alimentato dalla rabbia causata dalle immagini dell'occupazione in Iraq e della violenza nei territori palestinesi che raggiungono le case della gente ogni gionro.

L'Islam è una fede che ha molte facce, dal wahhabismo al sufismo, dallo sciismo al sunnismo. Ci sono anche musulmani laici. Sono molti in Siria. La maggioranza dei siriani, di tutte le fasce d'età, si espressa a favore dell'espulsione di burqa e niqab non solo dalle scuole e dalle università ma anche da tutti i luoghi pubblici.

“L'hijab e il niqab sono stati dei simboli di oppressione e di estremismo religioso negli scorsi secoli, Sono stati un mezzo utilizzato dagli uomini fondamentalisti per reprimere le donne”, ha detto Ahmed, un ingegnere di 32 anni. “Non è piacevole portare avanti una conversazione con una donna [quando] non puoi vederla in faccia. Non sai se sta sorridendo o se è triste, se è felice o arrabbiata... in effetti, fa un po' paura”, ha aggiunto.

Quando sono stati introdotti divieti simili in Europa, sono stati ampiamente criticati in Medio Oriente come misure discriminatorie nei confronti degli immigrati musulmani. Ma in molte organizzazioni di diritti delle donne nella regione – e in Siria in particolare – lavorano attivisti laici che condividono alcune delle paure di radicalizzazione del governo.

“Vorrei ringraziare il governo per questa azione coraggiosa. Questo divieto dovrebbe venire applicato in tutti i luoghi pubblici. A volte, in alcuni quartieri mi sento come se stessi camminando a Tora Bora, non a Damasco”, commenta Shadi Karim, un agente di viaggi sui 45 anni.

Un passante di Abu Roumaneh, una delle vie alla moda, ha detto che per lui il burqa è come “un fantasma nero che cammina”, mentre un altro ha semplicemente detto che non ha niente a che vedere con l'Islam.

Ma Mohammed Saad è stato fra i pochi a dichiararsi contrario al divieto del governo nonostante abbia chiarito che le sue sorelle non indossano né l'hijab né il burqa. “Vengo da una famiglia secolare e alle nostre riunioni familiari non si vedono hijab ma, credo, che il divieto sia sbagliato perchè va a toccare la libertà personale e una certa forma di espressione”, ha detto mentre stava entrando nel Four Season Hotel a cinque stelle, mano nella mano con la sua moglie bionda.

(19 luglio 2010)

Fonte: CBS News 

Traduzione di E.D.



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