Il 16 luglio, un gruppo femminile di musiciste e danzatrici eseguiranno il sama, una danza tradizionale del sufismo islamico, per la prima volta a Tehran.
Saranno 35 i percussionisti che accompagneranno le danzatrici di Ava-ye Mehrbani, o il Richiamo della Bontà, mentre ruotano in cerchio – un rituale che, secondo il Sufismo, permette alla persona di abbandonare il proprio ego e raggiungere l'illuminazione.
Il governo iraniano proibisce gli spettacoli di cantanti soliste. Ma un gruppo di donne che canta per un pubblico solo femminile non è vietato – e infatti accade più spesso di quanto si immagini.
Anche in questo caso, lo spettacolo in programma potrebbe incontratre dei problemi. Dalla Rivoluzione Islamica del 1979, i sufi hanno subito varie pressioni dal governo sciita che si oppone alla loro interpretazione più mistica dell'Islam. Le pressioni sono aumentate da quando Mahmud Ahmadinejad è diventato presidente nel 2005.
Nel 2007, il governo ha criticato pesantemente uno spettacolo maschile di sama per l'800° anniversario della nascita del poeta mistico persiano Rumi.
Ma se tutto andrà secondo i piani, questa combinazione possibilmente provocatoria di minoranza religiosa e spettacolo al femminile potrebbe attirare fino a 1300 spettatori al Vahdat Hall di Tehran – tutte donne.
Con l’iniziativa “Porte Aperte, Cuori Aperti”, organizzata dal Consiglio Islamico di Verona, la moschea aprirà il 3 settembre le sue porte ai concittadini non musulmani in occasione dell’interruzione del digiuno. Intervista a Mohsen Khochtali.
Dopo i colloqui iniziali di mercoledì, giovedì è stata la volta del faccia a faccia di due ore fra il premier israeliano Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen. Clinton: "Passo importante verso la liberazione dei vostri popoli".
Sono sempre di più le giovani donne musulmane che aprono un proprio blog. Un modo per incontrarsi, una finestra sul mondo ma anche una maniera per mostrare a quel mondo quanti pregiudizi sui musulmani non corrispondono alla realtà dei fatti.
Si avvicina la conclusione del Ramadan. Gli ultimi dieci giorni di questo mese sacro sono di particolare importanza nella tradizione islamica. Il Profeta Muhammad era solito trascorrerli vegliando e in preghiera in isolamento nella moschea.
Se a seguire il Ramadan è un calciatore il digiuno può diventare problematico. Da Al Azhar arriva una fatwa che esenta dal digiuno gli atleti professionisti. Ad Abu Dhabi invece la soluzione è quella di rimandare a dopo le 10 di sera le partite.