Il divieto totale per il velo integrale in Francia è sempre più vicino. Lo dice la netta maggioranza di 355 voti favorevoli e un solo contrario dei deputati dell'Assemblée Nationale francese. Il voto, dopo il parere negativo espresso dal Consiglio di Stato e dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa riguardo a un divieto generale del velo integrale, si è tenuto ieri 13 giugno con l'astensione polemica di una buona parte della sinistra (socialisti, comunisti e verdi).
Il passo successivo ora per quel progetto di legge che non fa menzione esplicita né di burqa né di niqab ma parla di “dissimulazione del volto” sarà il passaggio della bozza al Senato nel mese di Settembre.
Il testo appena votato prevede il divieto a girare con il volto coperto in tutto lo spazio pubblico e non, come avrebbero ritenuto più opportuno socialisti, comunisti e verdi, solamente nelle aree destinate a servizi pubblici e nei punti commerciali. I trasgressori riceverebbero una multa di 150 euro che potrebbe essere accompagnata o sostituita da un corso sulla cittadinanza. La pena diventa ben peggiore nel caso in cui si costringa una donna a velare il proprio volto: 30.000 euro di multa e fino a un anno di prigione. Se la donna in questione è minorenne la sanzione viene raddoppiata. Il testo del disegno di legge prevede l'entrata in vigore delle sanzioni dopo sei mesi dalla promulgazione della legge considerando questo tempo necessario per “portare avanti un percorso di dialogo e persuasione con le donne che portano volontariamente il velo integrale”.
Queste donne, secondo varie fonti, dovrebbero essere circa 2000 in Francia. E ora si trovano sotto i riflettori. In Francia, come in Belgio, paese che ha già bandito il velo integrale. Sia il presidente Sarkozy che il ministro della Giustizia hanno fatto ben attenzione a non porre la questione religiosa sul piatto bensì il valore della donna e il rispetto dei valori su cui si basa la società francese.
Risale a un discorso tenuto il giugno scorso al Parlamento riunito a Versailles la frase di Nicolas Sarkozy: “Non possiamo accettare nel nostro paese delle donne prigioniere dietro delle grate, private di ogni vita sociale, private dell'identità. Non è l'idea che abbiamo della dignità della donna”. Il ministro Michèle Alliot-Marie (Giustizia) fa eco ad un anno di distanza alla stessa posizione: “Il velo integrale dissolve l'identità di una persona in quella di una comunità. Rimette in discussione il modello di integrazione alla francese che poggia sull'accettazione dei valori della nostra società”.
Rimane ora da vedere quale sarà la reazione nella società a questa legge sempre più vicina e alla quale già Amnesty International e la Conferenza Episcopale Francese si sono dichiarate contrarie. La comunità musulmana sulla questione rimane la più silenziosa delle parti.
Ad un anno di distanza dalla "rivoluzione", il popolo egiziano lamenta la mancanza di sicurezza nel Paese attualmente governato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate: durante una partita di calcio a Port Said sono stati uccisi 74 tifosi.
Il 21 dicembre la comunità musulmana livornese ha acquistato parte di una struttura in zona Picchianti che verrà destinata alla costruzione di un luogo di culto. Reazioni positive dal Sindaco e dal Vescovo di Livorno.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.