Per la prima volta sotto la V Repubblica, un Primo ministro inaugurerà una moschea. Lunedì mattina, François Fillon è atteso ad Argenteuil, nella periferia pargina, presso la moschea di al-Ihsan, una vecchia costruzione industriale della Renault, comprata 20 anni fa da un imprenditore algerino e trasformata, nel corso degli anni, grazie alle donazioni dei fedeli, in una grande moschea di 3.000 metri quadrati con il suo minareto.
Anche il ministro dei Culti, Brice Hortefeux, sarà presente ma sarà François Fillon a prendere la parola con la chiara volontà di tranquillizzare i musulmani di Francia. Formano la comunità più importante in Europa con circa 5 milioni di persone. Solo il 15% è praticante, una percentuale simile a quella delle altre religioni. Ma i dibattiti ricorrenti sull'Islam, il radicalismo, l'identità nazionale o il burqa hanno suscitato un certo malessere non solo nei semplici credenti.
A una settimana dal voto
Matignon intende ristabilire la fiducia a una settimana dal voto della legge che vieterà di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici e dare delle garanzie. All'inizio del mese, i consiglieri del Primo ministro avevano già elaborato con il Consiglio francese del culto musulmano (CFCM) una convenzione per “seguire meglio” l'evoluzione degli atti o minacce diretti contro i musulmani. Sui 1026 episodi di razzismo registrati nel 2009, 314 sono stati commessi contro persone o luoghi di culto musulmani. Questa detrazione specifica era stata richiesta da anni da parte dei responsabili musulmani. Invano. Poiché il concetto e la misura dell' “islamofobia” sono fattori polemici. Molti responsabili politici temono che venga strumentalizzata. O ancora usata per creare una sorta di reato di blasfemia verso l'Islam. All'interno della Commissione per i Diritti dell'Uomo dell'ONU, i paesi musulmani hanno così denunciato le caricature del Profeta come un atto di blasfemia.
Una religione frammentata e sotto influenza straniera
François Fillon ha voluto mostrare che la Repubblica si prende cura dei suoi cittadini musulmani in un contesto di tensione. Lunedì mattina [28 giugno] 800 persone sono state invitate per ascoltare il suo discorso alla “seconda religione di Francia”. Una religione per il momento frammentata e sempre sotto influenza straniera.
Ad Argentueil si contano 15 luoghi di culto per 28.000 musulmani: alcune grandi moschee sostenute dai paesi d'origine, delle piccole sale di preghiera, a volte controllate dai salafiti, e dei centri di lavoratori. La moschea algerina al-Ihsan ha i propri imam nominati da Algeri. A qualche chilometro, in una sodaglia industriale, c'è una grande moschea diretta da dei marocchini. I turchi hanno a loro disposizione un immenso centro religioso. Le industrie hanno lasciato il posto alle moschee. E la prima generazione di immigrati a mantenuto il controllo sulle associazioni religiose.
Se gli algerini sono più numerosi in Francia, i marocchini sono ben più impegnati nel culto. Hanno finito per ottenere la direzione del Consiglio francese del culto musulmano che Nicolas Sarkozy aveva riservato i primi anni al rettore della Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, al fine di preservare le relazioni privilegiate con l'Algeria. Oggi l'Islam resta un'importante posta diplomatica in gioco. Ma le rivalità fra Algeria e Marocco, come gli scossoni religiosi nel Maghreb, rendono questo triangolo difficile da gestire. L'UOIF (Unione delle organizzazioni islamiche di Francia), vicina ai Fratelli Musulmani, si dichiara distaccata dai paesi di origine. E' la strutture più organizzata e gerarchica e per questo un interlocutore fondamentale per i poteri pubblici. Ma i suoi dirigenti stanno invecchiando e la fase di rinnovamento è delicata perchè le nuove generazioni si mostrano, come tutti i francesi, sempre meno inclini a radunarsi dietro ad una bandiera.
Ad un anno di distanza dalla "rivoluzione", il popolo egiziano lamenta la mancanza di sicurezza nel Paese attualmente governato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate: durante una partita di calcio a Port Said sono stati uccisi 74 tifosi.
Il 21 dicembre la comunità musulmana livornese ha acquistato parte di una struttura in zona Picchianti che verrà destinata alla costruzione di un luogo di culto. Reazioni positive dal Sindaco e dal Vescovo di Livorno.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.