23/06/2010 16:47:35
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di Abdullah Bozkurt

In un rapporto dal titolo “Islam, Islamismo e Islamofobia in Europa”, l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) ha notato con profonda preoccupazione come in molti dei 47 stati membri del Consiglio d'Europa, i musulmani si sentano socialmente esclusi, stigmatizzati e discriminati, sottolineando il fatto che diventano vittime di stereotipi, marginalizzazione sociale e estremismo politico a causa delle loro differenti tradizioni religiose e culturali.

PACE ha elaborato alcune raccomandazioni per il Consiglio d'Europa dicendo: “La discriminazione contro i musulmani non deve essere tollerata in Europa in quanto viola la Convenzione Europea sui Diritti Umani”. “La libertà di religione dei musulmani deve essere interamente garantita ma questa libertà non deve essere usata per negare altre libertà fondamentali e diritti umani, in particolare, il diritto alla vita dei non musulmani, il diritto alla non discriminazione nei confronti di donne o minoranze, il diritto alla libertà di espressione e il diritto alla libertà religiosa dei non musulmani”, ha aggiunto.

Il rapporto ha biasimato alcuni stati membri nei quali i partiti di estrema destra hanno cambiato la loro tradizionalmente ostile campagna contro l'immigrazione e gli stranieri per sfruttare ora la paura pubblica nei confronti dell'Islam. Il rapporto PACE sottolinea: “Le loro campagne politiche incoraggiano sentimenti anti-musulmani e l'identificazione dei musulmani con gli estremisti religiosi. Affermano che la paura dell'Europa è dominata dai musulmani”.

Viene presentata una lista dei partiti politici come il Fronte Nazionale Francese, il Parito olandese per la Libertà, il belga Vlaams Belang e il Partito del Popolo svizzero che hanno avuto successo nel portare avanti delle campagne contro l'Islam e che hanno contribuito abbondantemente alla stigmatizzazione dei musulmani.”

L'assemblea del Consiglio d'Europa ha chiesto alla Svizzera di attuare una moratoria e di revocare il prima possibile il divieto di costruire minareti per le moschee che, secondo gli articoli 9 e 14 della Convenzione Europea  sui Diritti Umani (ECHR), rappresenta una discriminazione contro le comunità musulmane; la costruzione di minareti deve essere possibile come la costruzione dei campanili per le chiese, soggetti ai requisiti della pubblica sicurezza e della pianificazione cittadina.

In Svizzera, l'iniziativa contro la costruzione dei minareti è stata approvata nel novembre 2009 dal 57,5% dei votanti e dalla maggioranza dei cantoni, nonostante il Consiglio Federale svizzero, il Parlamento Federale svizzero e la maggioranza dei partiti politici si sia opposta a questo divieto. Di  conseguenza, la costruzione di minareti non è più permessa in Svizzera anche se è ancora possibile costruire moschee e luoghi di preghiera.

Il rapporto insiste sul fatto che il divieto svizzero è stato chiaramente influenzato da un'immagine distorta dell'Islam ed era indirizzato contro gli islamisti e le loro pratiche. “La decisione di vietare la costruzione di nuovi minareti non sarà una misura efficace contro l'estremismo islamico. Potrebbe anche sortire l'effetto opposto”, viene notato, aggiungendo che il minareto stesso è un simbolo architettonico dell'Islam e che, similmente ai campanili delle chiese, indica un posto in cui i musulmani possono praticare la loro fede. 

Il rapporto nomina anche il Partito olandese per la Libertà che si è fatto promotore di un divieto del Corano comparando il testo religioso dell'Islam al “Mein Kampf” di Hitler.

“Attraverso semplificazioni e stereotipi negativi, questi partiti trasmettono un'immagine distorta dell'Islam dice il rapporto. Il rapporto PACE evidenzia il bisogno di sostegno degli immigrati musulmani negli stati membri. “I musulmani dovrebbero essere supportati dagli stati membri per integrarsi culturalmente, economicamente e politicamente nella società europea”, si legge, mettendo l'accento sul fatto che, in Europa, l'Islam è la seconda religione di maggioranza. Ci sono più di 23 milioni di musulmani che vivono in Europa Occidentale, circa il 5% della popolazione.

PACE ha anche criticato il divieto di capi di abbigliamento religioso, come il burqa, negli stati membri, chiedendo agli stati di non introdurre un divieto generale sul velo integrale o su altri elementi di vestiario religiosi ma di proteggere la libertà di scelta da parte delle donne di indossare o non indossare questi capi di abbigliamento e di assicurare uguali opportunità alle donne musulmane di partecipare alla vita pubblica e di portare avanti la loro educazione e le attività professionali. Il divieto viene tuttavia giustificato nei casi in cui è necessario per ragioni di sicurezza o dove le funzioni pubbliche o professionali della singola donna richiedono neutralità religiosa o la possibilità di far vedere il volto.

Fra le altre proposte ci sono state le richieste di avere l'Islam come parte dell'educazione superiore e  delle ricerche in Europa per evitare confusione fra Islam ed estremismo politico, esortando i musulmani in Europa a far sentire la loro voce contro il terrorismo e la violenza in nome dell'Islam per combattere questi abusi dell'Islam e promuovere l'educazione interreligiosa negli stati membri per far crescere la consapevolezza pubblica riguardo all'origine e ai valori in comune fra Ebraismo, Cristianesimo e Islam. “I contatti fra gli europei musulmani e non musulmani, e i musulmani in Nord Africa, nel Medio Oriente e in Asia devono essere facilitati, soprattutto fra i giovani, gli studenti e gli insegnanti”, afferma inoltre il rapporto. Il rapporto PACE sarà discusso mercoledì  

(23 giugno 2010)

Fonte:
Today's Zaman

Traduzione di E.D.



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