22/06/2010 15:32:52
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di Rosa Cacace

L’inizio della storia musulmana in Spagna, si colloca nell’VIII secolo in Andalusia, e l’attuale presenza islamica nel Paese proviene direttamente dalle vicende delle conquiste arabe in Spagna, che meritano alcune citazioni storiche. 

Al-Andalus (Andalusia) è la regione a sud della Spagna che ha conosciuto tale influenza musulmana in un arco di tempo che va dal 711 al 1492 ed è stata governata da Berberi e Musulmani d’Africa, conosciuti con il nome di Mori. Era allora suddivisa in cinque aree amministrative (Andalusia, Galizia e Portogallo, Castiglia e Leon, Aragona e Catalogna, Settimania) costituite in seguito alla conquista, e che sono state poi provincie del Califfato Omayyade (711-750); dell’Emirato di Cordoba (750-929); e del Califfato di Cordoba (929- 1031).

Divenuta nei secoli successivi provincia delle dinastie berbere musulmane degli Almoravidi e Almohadi, si frammentò poi in un numero di stati minori conosciuti poi come Emirato di Granada.
Per gran parte della sua storia l’Andalusia ha vissuto il conflitto con il regno cristiano a nord e quando nel 1085 Alfonso VI di Leon e Castiglia prese Toledo, l’area precipitò in un forte declino e con la caduta di Cordoba, l’Emirato di Granada rimase l’unico territorio governato dai musulmani in quella che oggi è la Spagna. 
La Reconquista Portoghese si concluse nel 1249 con la presa di Algarve da parte di Alfonso III. Nel 1492 l’emiro Muhammad XII si arrese consegnando l’Emirato di Cordoba alla regina Isabella I di Castiglia definita insieme a suo marito Ferdinando II d’Aragona “Monarca Cattolico”. Tale resa segna la fine di al-Andalus come entità politica.

La società musulmana in Andalusia, che era composta anche da comunità cristiane ed ebraiche, sebbene fosse unita da un punto di vista religioso, aveva al suo interno numerose divisioni etniche. La principale divisione era quella tra Berberi, provenienti dal Nord Africa e Arabi. Vi erano poi i  musta’rib, letteralmente “arabizzati”: parte della società di origine cristiana, che avendo vissuto per lungo tempo sotto il dominio musulmano, aveva adottato molti dei costumi degli arabi, pur rimanendo di religione cristiana.

I segni di questa lunga e importante presenza musulmana nel sud della Spagna si vedono ancora oggi nelle moderne città di Siviglia, Granada e Cordoba: grazie all’architettura, alla cultura e alle usanze. Recentemente, la forte immigrazione di musulmani in Spagna, ha fatto pensare a una rinascita della presenza dell’Islam in questa parte d’Europa. Risulta però complesso definire con certezza la presenza musulmana in Spagna in quanto spesso le statistiche non prendono in considerazione il dato dell’appartenenza religiosa che viene invece dedotta dalla nazionalità d’origine. Ciò ovviamente significa dover considerare un importante margine d’errore. Tenendo ben presente questa premessa, possiamo dire che i musulmani presenti in Spagna oggi superano il milione, di cui il 71,28% è di origine marocchina; a seguire vi sono Senegal, Algeria e Pakistan.

Da un punto di vista lavorativo, è ancora una volta il settore dei servizi che maggiormente fornisce sbocchi lavorativi per la comunità musulmana in Spagna: il settore delle costruzioni, in modo particolare, rappresenta tutt’oggi il principale settore occupazionale per gli immigrati, nonostante la recente crisi economica.

L’integrazione scolastica è una realtà soprattutto per la popolazione di origine marocchina, e riguarda specialmente l’istruzione primaria. L’istruzione secondaria e l’università rappresentano invece ancora una meta lontana per gli immigrati: solo il 17,2% della popolazione marocchina frequenta le classi secondarie e il 5,4% l’università. Le altre popolazioni musulmane hanno una scarsa rappresentanza nel sistema educativo soprattutto perché la percentuale di persone nell’età dell’educazione scolastica è decisamente bassa.

Secondo un’indagine realizzata da Ansamed, su un campione di 700.000 musulmani residenti in Spagna, l’89% si è dichiarato “perfettamente integrato”. I recenti avvenimenti che hanno visto prima l’espulsione di una giovane studentessa sedicenne da scuola perché si rifiutò di togliere il niqab, e l’ultima notizia riguardante la legge che sancisce il divieto del velo integrale a Barcellona per la popolazione musulmana, mettono probabilmente in serio pericolo tale integrazione, così come la serena convivenza tra immigrati musulmani e cittadini spagnoli, già messa a dura prova dopo gli attentati del 2004. 

(22 giugno 2010)

Fonti: BBC, euro-islam.info, Ansamed



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