Mentre resta alta la tensione per gli attentati terroristici, e le minoranze religiose vanno avanti nella campagna contro le discriminazioni, la Chiesa in Pakistan prosegue il cammino di dialogo interreligioso, nella speranza di stabilire un coordinamento con i leader islamici.
Promuovere la pace e combattere insieme il terrorismo in Pakistan: con queste finalità si sono incontrati nei giorni scorsi a Lahore oltre 200 fra sacerdoti e religiosi cattolici, imam e leader islamici, che hanno discusso sull’attuale situazione del paese, infestato dal terrorismo e dalla violenza. Come informano fonti di Fides presenti all’incontro, i religiosi hanno concordato nel cercare strade di cooperazione per debellare l’estremismo e promuovere armonia nella società.
La conferenza è stata presieduta dal Vescovo ausiliare di Lahore, Mons. Sebastian F. Shaw OFM e organizzata dalla Commissione Nazionale per il Dialogo Interreligioso in seno alla Conferenza Episcopale. I ministri di culto delle due comunità hanno dato vita a un confronto aperto e si sono ritrovati accomunati nella lotta al terrorismo: “Insieme con i cristiani, molti musulmani sono rimasti vittime del terrorismo. La pace è un bene comune e il rispetto reciproco fra i credenti è una garanzia di pace. Ogni essere umano va rispettato”, ha sottolineato un religioso islamico.
Syed Waseem Samad, a capo della Commissione governativa per il dialogo interreligioso, presente all’incontro, ha assicurato che il governo intende garantire gli stessi diritti e pari opportunità a tutti cittadini e far rispettare i diritti umani, invitando il National Council for Inter-faith Dialogue (NCID) a proseguire i suoi sforzi per la pace e l’unità del Pakistan.
L’assemblea, alla fine dei lavori, ha adottato una risoluzione, giunta all’Agenzia Fides, che afferma: “ Condanniamo le vignette offensive sul Profeta Maometto e chiediamo alla comunità internazionale il rispetto di tutti i simboli religiosi; concordiamo nel promuovere insieme la pace nel paese; condanniamo i discorsi che incitano all’odio e apprezziamo chi opera per il bene comune; chiediamo ai mass-media di raccontare con più frequenza storie che mostrano esempi di pace e di tolleranza in Pakistan”.
Ad un anno di distanza dalla "rivoluzione", il popolo egiziano lamenta la mancanza di sicurezza nel Paese attualmente governato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate: durante una partita di calcio a Port Said sono stati uccisi 74 tifosi.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il 21 dicembre la comunità musulmana livornese ha acquistato parte di una struttura in zona Picchianti che verrà destinata alla costruzione di un luogo di culto. Reazioni positive dal Sindaco e dal Vescovo di Livorno.
Terzo modulo di formazione per capi scout organizzato dall'Associazione Scout Musulmani Italiani: avrà luogo dal 28 al 30 ottobre 2011 nella base scout Cantalupa di Torino. Possibilità di iscriversi fino al 23 ottobre.