Il Consiglio Islamico di Verona, nato ufficialmente nel 1998 e composto per la maggior parte da musulmani del Nord Africa, aprirà le porte della Moschea veronese a tutti i concittadini e a tutte le persone che vorranno interrompere il digiuno insieme ai fedeli musulmani venerdì 3 settembre dalle ore 20.00. L’iniziativa, che prende il nome di “Porte Aperte, Cuori Aperti”, prevede l’offerta ai partecipanti di piatti e dolci della cucina tradizionale islamica, ed un breve intervento con cui saranno illustrate le attività del Consiglio ed il ruolo del Centro Culturale Islamico a Verona. Minareti.it ha raggiunto telefonicamente uno degli organizzatori Mohsen Khochtali.
Come nasce l’idea di questa iniziativa?
L’iniziativa nasce come risposta all’iniziativa del papa Giovanni Paolo II che un venerdì fece un giorno di digiuno. Un gesto molto simbolico per noi. Così abbiamo deciso di aprire le porte della Moschea ai nostri fratelli cristiani, a tutti i concittadini e a tutti quelli che vogliono partecipare per rompere il digiuno insieme. Noi diciamo che più siamo a mangiare insieme e più il mangiare sarà un bene.
Qual è l’obiettivo di quest’evento?
Vogliamo far capire che siamo una parte integrante della società italiana. Il concetto di integrazione è fondamentale per la nostra comunità, è un termine che però deve essere inteso come inclusione e non come assimilazione. Vogliamo entrare in contatto con la popolazione per farci conoscere, per far vedere cosa facciamo. Soprattutto in questo periodo che si combatte il terrorismo internazionale, vogliamo far capire che non siamo nemici che non c’è nulla nella nostra moschea di pericoloso o di nemico. Siamo i primi a combattere il terrorismo.
Qualisono state le reazioni dei fedeli musulmani e dei concittadini veronesi? Quali aspettative sul numero dei partecipanti?
Penso che la risposta a questa iniziativa possa definirsi positiva da entrambi le parti. Sono circa cinque anni che diamo vita a quest’evento e nel corso degli anni la partecipazione dei concittadini è aumentata. Sono diversi i motivi per cui vengono: per reciproca amicizia come alcune organizzazioni, per curiosità, per controllare. Ci aspettiamo quest’anno una presenza di circa 60 concittadini veronesi e 150 musulmani. Le autorità vengono invitate direttamente ma è importante dire che le porte della Moschea sono aperte a tutti. Solitamente il sindaco manda in rappresentanza l’Assessore della cultura, che quest’anno non sarà presente allo stesso modo del vescovo, che purtroppo per un impegno in Francia non potrà raggiungerci, comunque ci sarà il rappresentante del dialogo interreligioso inviato dalla chiesa.
Cosa vi aspettate da questa iniziativa?
Speriamo che questa iniziativa sia presa in considerazione come esempio della nostra buona fede, come sforzo per venire valutati positivamente dalla città e dall’amministrazione. Pensiamo sia un’iniziativa positiva e fruttuosa per la società umana.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.