"L'appello all'Islam, e' dovere di ogni musulmano e musulmana nella misura delle sue possibilita'", ma ugualmente risulta "inquietante" che per consentire a Gheddafi di lanciarlo si sia scelta "una tanto folta pletora di figuranti femminili".
Lo sottolinea Hamza Piccardo, direttore di "Islam online" e dirigente centrale dell'Unione delle Comunita' e Organizzazioni Islamiche in Italia, per il quale si tratta "di un approccio bollywoodiano, di cui noi, musulmani in Italia e musulmani italiani avremo fatto volentieri a meno", che ricorda inevitabilmente "il nostro presidente del Consiglio" mostrando "come la predisposizione al gallismo mediterraneo sia loro caratteristica condivisa e volgare".
"Il colonnello golpista, vero veterano del potere antidemocratico, ha voluto circondare la sua visita di una coreografia che lascia sinceramente perplessi", rileva Piccardo in un'intervista a "ildialogo.org" per il quale il Corano descrive invece "l'approccio umile e delicato con il quale un'anima cerca di trasmettere ad un'altra anima quanto di piu' prezioso serba nel suo cuore: la sua fede". "Non sappiamo - aggiunge l'esponente dell'Ucoii - quante delle signorine scritturate per l'occasione abbiano tratto dall'esternazioni del colonnello benefici spirituali e mementi morali, quello avverra' secondo l'imperscrutabile divina, ma e' certo che non e' stato un bello spettacolo per i musulmani in Italia". Per Piccardo, inoltre, ci si potrebbe domandare "cosa ne pensino quelli in Libia, se avessero la possibilita' di esprimersi liberamente in merito". Anche se "il messaggio, neanche troppo sottile, anzi sguaiato che Gheddafi da' all'Italia e' chiaro: ho i soldi che vi servono, faro' di voi, tra voi, quello che voglio", Piccardo ritiene strumentali certe reazioni: "la Padania - esemplifica - con uscita identitaria simmetrica a quella del colonnello, ha ribadito la cristianita' dell'Europa", pur essendo "un giornale che non si perita di delegittimare ogni istanza solidaristica" con una "chiusura becera e ipocrita nei confronti della presenza dei migranti e dei diritti dei musulmani in Italia". Una posizione che per Piccardo e' oltretutto antistorica.
"Il paradosso della globalizzazione - osserva in proposito - e' sconvolgente: da un lato si presenta un modello come unico polo di riferimento dei destini del mondo e dall'altro non si smette di erigere muri e far navigare guardiacoste per respingere coloro che ne sono irresistibilmente attratti". Il punto di vista dell'islam, conclude, e' ben diverso: "la migrazione del Profeta Muhammad da Mecca a Medina e il sostegno che i medinesi dettero a lui e agli altri profughi e' l'esempio luminoso cui dovremmo tutti ispirarci".
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.