''Non è più tollerabile che i nostri centri storici siano invasi dai kebab - sostiene Marco Cordone, responsabile nazionale della Consulta per l'Immigrazione, oltre che consigliere provinciale a Firenze - per salvaguardare l'identità delle nostre città, occorre che questi esercizi siano chiusi''.
La guerra ai kebab in Toscana, ma soprattutto a Firenze, è stata dichiarata dalla Lega Nord dopo il vertiginoso aumento di questo tipo di esercizi negli ultimi 10 anni. Nel 2000 erano soltanto quattro mentre a oggi nella città (come risulta da un'indagine di Cna) ne sono presenti 49, in larga presenti nel centro storico (soprattutto nella zona della 'movida' di piazza Santa Croce e del mercato di San Lorenzo), ma anche in alcune aree della periferia.
Un caso simile si è verificato a Lucca quando il sindaco Mauro Favilla, lo scorso anno fece scalpore (e polemiche) spingendo la sua giunta ad approvare un regolamento con il quale si vietava, all'interno del perimetro delle mura cittadine, ''l'attivazione di esercizi di sommini-strazione, la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse'' norma tesa sostanzialmente a colpire gli esercizi etnici numericamente più diffusi: cio, i negozi di kebab.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.