La prospettiva di veder sorgere una moschea a pochi isolati di distanza dal posto in cui si ergevano le Torri Gemelle è un argomento scottante di discussione per tutti gli americani e non solo. Oggi Ground Zero è un cantiere dove alcuni newyorkesi ancora evitano di passare: vuoi per il tanto rumore delle macchine all'opera, vuoi per il ricordo che ha segnato la vita di molti.
E' oramai da qualche mese che si discute della possibile costruzione del Centro Islamico a Lower Manhattan ad opera della Cordoba Initiative e del suo fondatore Imam Feisal Abdul Rauf. La Cordoba House, o Park 51 o moschea di Ground Zero - come viene fatto riferimento a questa struttura ancora inesistente ma che si è già guadagnata tanta fama e una pagina notevolmente lunga su wikipedia – si pone come obiettivo quello di “essere dedicata al pluralismo, al servizio, alle arti e alla cultura, all'educazione e all'empowerment, alla valorizzazione della nostra città e a un profondo rispetto per il pianeta”, come si legge sul sito ad essa dedicato.
Negli ultimi giorni vari personaggi politici statunitensi hanno espresso il loro parere riguardo alla costruzione del centro islamico. Newt Gingrich, ex presidente della Camera dei Deputati, ha fatto parlare di sé paragonando i leader del progetto della moschea a dei nazisti a cui non deve essere concesso di mettere alcun cartello accanto al Museo dell'Olocausto di Washington. Anche l'ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin ha fatto sentire la sua voce chiedendo ai musulmani e ai newyorkesi di opporsi alla costruzione della moschea mentre il sindaco di New York, Michael Bloomberg, appoggia il progetto.
Ma il “boom” dell'opinione pubblica sembra essere arrivato con il commento del presidente Barack Obama venerdì scorso. L'impegno per la libertà religiosa negli Stati Uniti deve essere incondizionato per il presidente Obama e così deve essere possibile per i musulmani “costruire un luogo di preghiera e un centro comunitario in una proprietà privata a Lower Manhattan nel rispetto delle leggi e ordinanze locali”.
Immediate le reazioni all'affermazione del presidente che il giorno successivo, durante un'intervista con un corrispondente della CNN si è sentito in dovere di spiegare meglio la sua posizione: “Non stavo commentando e non commenterò la saggezza del prendere la decisione di costruire una moschea lì”.
Non sono in pochi a vedere la costruzione del cenro islamico come una vittoria per quello che viene chiamato radicalismo islamico e una provocazione per la cittadinanza e per i familiari delle vittime. Un sondaggio d'opinione realizzato dalla CNN svela che il 70% dei cittadini statunitensi è contrario alla moschea Park 51. Adesso rimarrà da vedere se e come la questione influenzerà le elezioni di metà mandato di questo novembre nelle quali verranno rinnovati tutta la Camera e un terzo del Senato e di 37 governatori degli Stati.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.