Può la religione, che spesso è fonte di scontri e divisioni, avere un ruolo nella condivisione e nella costruzione della civiltà? A domandarselo è il Consiglio islamico di Verona e l'Alleanza islamica d'Italia che ieri in Fiera ha promosso il terzo convegno annuale dei musulmani di Verona. Un tema delicato affrontato da relatori esperti quali il professor Stefano Allievi, docente del dipartimento di Sociologia dell'università di Padova ed esperto di Islam, Mohamed Ratib Alnabulsi, professore di diritto e teologia in Siria ed esperto del «miracolo scientifico nel Corano e nella Sunna» e Hussien Halawa, teologo e saggista, segretario del Consiglio europeo della Fatwa e della Ricerca.
«L'integrazione si fa in due», spiega Allievi che per le sue posizioni è stato criticato sia da alcuni musulmani che da cristiani, «bisogna accettare il fatto che siamo diventati un Paese pluralista anche prima dell'arrivo dei musulmani in Italia e che, ci piaccia o no, la Costituzione garantisce la libertà di culto e i luoghi di culto che oggi sono il maggiore limite alla vera integrazione». Il professore precisa infatti: «Impedire a livello locale la creazione delle moschee è un danno per l'integrazione, occorre da una parte fare in modo che le moschee siano delle case di vetro, e questo è un compito che spetta ai musulmani, ma dall'altra che chi amministra faccia rispettare e rispetti le leggi». E prosegue: «Nel caso di Verona si è dimostrato, con la sconfitta in tribunale, che era la giunta che non rispettava la legge e non i musulmani. Così facendo si creano problemi dove non ci sono».
Allievi dichiara poi che questo tipo di conflittualità sui luoghi di culto, (l'ultimo esempio è lo sfratto ad Arcore degli islamici), «accade solo al Nord perché è solo in questa parte del Paese che governa la Lega, che è una impresa politica di islamofobia e che mostra un atteggiamento un po' infantile della demonizzazione dell'altro». Il professore precisa poi: «Sono stato accusato di essere filoleghista in passato perché ho apprezzato lo spirito federalista e il rispetto e l'applicazione forte della legge nei confronti degli abusivi, ma ora mi accorgo che spesso gli amministratori fanno una applicazione selettiva della legge, mascherando sotto la violazione di norme, che per altri corrispondono a semplici ammende e all'obbligo di mettersi in regola, la loro islamofobia».
Meno categorico l'imam di Verona, Mohamed Guerfi, che dice: «Si può uscire dai conflitti cercando di usufruire degli strumenti della legge tramite gli esperti, ma senza confronto non si risolve mai nulla». E prosegue: «Per noi è importante cercare di curare le tematiche che uniscono tutti, indipendentemente dalla religione, ovvero i problemi della famiglia, dei bambini e della droga. Chi non vuole accettarci, prima o poi si scontrerà con un dato di fatto, ovvero che ci siamo e siamo parte di questa società». «È quando l'uomo ha abbandonato l'assoluta sottomissione a Dio che l'umanità ha iniziato a spendere i due terzi delle risorse nei conflitti», ammonisce il professor Mohamed Ratib Alnabulsi, «è impossibile che esista qualche problema che la religione non possa risolvere, ma le verità della religione non devono mai essere confuse con gli sbagli dei seguaci che la usano per fini effimeri». E la sua conclusione è questa: «Nel Corano si dice che Dio ci ha fatto popoli e tribù per permetterci di conoscerci attraverso le differenze. Questo è ciò che dobbiamo fare».
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.