di Nidal al-Mughrabi
L'Egitto ha aperto il suo confine con la Striscia di Gaza martedì, lasciando passare i palestinesi fino a data da destinarsi nel mezzo della tempesta di critiche internazionali riguardo al blocco da parte di Israele dell'enclave. Lo hanno riferito le autorità egiziane e di Gaza.
La mossa è stata sollecitata dal movimento islamista palestinese, Hamas, contro il quale era indirizzato l'embargo e che ha incitato decine di persone a muoversi verso il punto di passaggio nella città meridionale della Striscia di Gaza di Rafah, sebbene i cancelli sembrassero ancora chiusi.
Questo è il solo punto del confine di Gaza a non essere interamente controllato da Israele. Il Cairo, in azione coordinata con Israele, ha aperto [il passaggio] solo poche volte da quando gli islamisti di Hamas, che sono alleati con l'opposizione egiziana, hanno preso il controllo di Gaza tre anni fa. […]
Una fonte della sicurezza egiziana ha dichiarato alla Reuters: “L'Egitto ha riaperto il confine con la Striscia di Gaza martedì per permettere agli aiuti umanitari e medici di entrare nella Striscia”. “Il confine rimarrà aperto per tempo illimitato”, ha continuato la fonte, lasciando entrare e uscire i palestinesi dall'Egitto.
I convogli di aiuti, ai quali l'Egitto ha in passato consentito solo accesso limitato, saranno autorizzati ad usare il passaggio, soggetti alle limitazioni del Cairo per le quali solo provviste alimentari e medicinali saranno trasportate.
“I materiali pesanti” - fra cui apparentemente il cemento e l'acciaio che i cittadini di Gaza richiedono per riparare i danni causati dall'offensiva israeliana dello scorso anno – dovranno arrivare via Israele, ha confermato la fonte egiziana. Israele ha reso chiaro, quando lunedì ha bloccato il convoglio di aiuti via mare su iniziativa turca, che non toglierà l'embargo.
La morte di nove attivisti quando i commando hanno preso d'assalto la nave turca in acque internazionali ha scatenato una serie di critiche nei confronti di Israele. I funzionari delle Nazioni Unite hanno chiesto di porre fine al blocco che ha reso più povera la popolazione di un milione e mezzo di persone della Striscia di Gaza. Il principale alleato di Israele, gli Stati Uniti, è stato più cauto nella sua risposta all'incidente.
Ghazi Hammad, responsabile del governo islamista a Gaza per i confini, ha dichiarato: “La situazione di Rafah torna ad essere come era prima del giugno del 2006”. Si riferisce al mese in cui Hamas e i gruppi ad esso alleati hanno catturato il soldato israeliano Gilad Shalit che è ancora prigioniero a Gaza e il cui destino è stato al centro del fallimento delle trattative che avevamo come obiettivo la fine dell'embargo imposto da Israele con la collaborazione egiziana e internazionale.
Dopo il ritiro delle truppe israeliane e dei coloni da Gaza nel 2005, l'Unione Europea ha messo delle telecamere accanto al passaggio di Rafah per rassicurare Israele del fatto che le armi non avrebbero potuto raggiungere Gaza dall'Egitto. Questo sistema di sorveglianza ha fallito e il blocco è stato reso più severo quando Hamas ha preso il pieno controllo di Gaza nel 2007.
Martedì il leader di Hamas Khaled Meshaal residente in Siria ha detto: “Chiediamo ai nostri fratelli in Egitto di usare questo momento storico per aprire il passaggio di Rafah. L'Egitto può farlo e ciò costituirebbe una vera risposta alle azioni di Israele”.
Il Cairo ha provato senza successo a veicolare una riconciliazione fra la fazione di Hamas e la Fatah di Abbas come ha provato a mediare fra Hamas e Israele. Le relazioni fra Hamas e i Fratelli Musulmani dell'opposizione egiziana hanno reso difficili i rapporti con il Cairo.
(altre informazioni da Yusri Mohamed da Port Said, redazione di Alastair Macdonald da Gerusalemme)
(1 giugno 2010)
Fonte: Reuters
Traduzione di E.D.