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31/05/2010 16:38:41
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Un assalto israeliano contro un convoglio di navi di attivisti che portavano aiuti umanitari a Gaza ha provocato 19 morti e 26 feriti. Universale l'indignazione e la condanna per il bagno di sangue. Nessun ferito tra gli italiani che facevano parte del convoglio. In serata si riunirà il Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Lo scontro è avvenuto, in acque internazionali sulla nave di una organizzazione non governativa turca che guidava la spedizione di 6 imbarcazioni. Per un portavoce israeliano il massacro sarebbe stato provocato dal tentativo di alcuni attivisti di resistere all'abbordaggio dei militari israeliani con alcune armi. Il premier israeliano Benyamin Netanyhau ha espresso pieno appoggio all'operazione. Dura e immediata la protesta del governo turco che ha richiamato il proprio ambasciatore in Israele, mentre dalle capitali europee è stato espresso lo shock dei governi per la strage.

L'assalto è avvenuto nel cuore della notte. L'azione - ripetutamente minacciata da Israele nel caso in cui gli attivisti avessero cercato di forzare il blocco imposto attorno alla Striscia fin dall'avvento al potere degli islamico radicali di Hamas, nel 2007 - è avvenuta a qualche decina di miglia dalla costa.

Gli scontri sono avvenuti sulla nave di una ong turca che guidava la spedizione, promossa dal movimento Free Gaza con la partecipazione di circa 700 persone e l'intenzione dichiarata di portare un carico di aiuti a Gaza sfidando il blocco.

I commando israeliani hanno aperto il fuoco - stando a un portavoce militare dello Stato ebraico - dopo che alcuni attivisti hanno tentato di resistere all'abbordaggio con bastoni, coltelli e almeno un'arma da fuoco, sottratta - pare - a un soldato.

Al momento non si hanno notizie degli italiani a bordo perché il loro telefono satellitare è spento. A guidare la pattuglia di volontari italiani è la giornalista torinese Angela Lano, del sito internet Infopal.it, accompagnata dal cantante Joe Fallisi, da Manolo Luppichini, regista e reporter, dal freelance Manuele Zani e da Angelo Stefanini, un medico italiano che vive da anni a Gerusalemme. Con loro ci sono anche due palestinesi residenti in italia, dell'associazione umanitaria "Abspp", Tamim Abdel Jaber e Munim Qaraqe. Tra gli italiani a bordo anche monsignor Hilarion Capucci, arcivescovo palestinese greco-cattolico (melchita).

"Non c'è una crisi umanitaria e nessuno muore di fame nella striscia di Gaza, dove il problema è il fatto che il controllo del territorio è nelle mani di un'organizzazione terroristica, Hamas", ha detto il ministro della difesa israeliano Ehud Barak. L'isolamento di Gaza, ha poi affermato, ha il solo fine di impedire l'afflusso di armi e di terroristi in questo territorio.

Il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen ha condannato il «massacro» degli attivisti filopalestinesi e ha decretato tre giorni di lutto nei territori palestinesi.

Onu: siamo scioccati. L'alto commissario dell'Onu per i diritti umani Navi Pillay si è detta scioccata per l'assalto israeliano contro la flottiglia di navi filopalestinese diretta a Gaza.

Usa al lavoro per capire circostanze. La Casa Bianca ha espresso il profondo rincrescimento per la perdite di vite umane. «Washington sta lavorando per capire le circostanze che circondano questa tragedia», ha detto il portavoce della Casa Bianca Bill Burton.

Turchia, Grecia, Spagna, Svezia, Danimarca e Irlanda e Francia hanno convocato i rispettivi ambasciatori di Israele, l'Unione europea ha chiesto allo stato ebraico di aprire un'inchiesta. Pesanti critiche sono venute dai governi di Francia e Germania.

Frattini: «Israele deve dare spiegazioni alla comunità internazionale». È quanto sottolineato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando - ai microfoni del Gr1. Lo dice «l'Italia che è amica di Israele» ha proseguito il ministro ribadendo che l'uccisione di civili è «grave e inaccettabile in senso assoluto, al di là delle motivazioni della flottiglia».

La tensione fra Israele e Ankara è salita alle stelle e in Turchia sono in corso manifestazioni di piazza anti-israeliane. Il Paese - già alleato strategico di Israele, ma da mesi in grave crisi di rapporti con lo Stato ebraico - aveva chiesto alla vigilia al governo di Gerusalemme di lasciar passare la flottiglia. L'epilogo ha indotto ora Ankara a prefigurare «conseguenze irreparabili» nelle relazioni bilaterali. Le autorità israeliane hanno chiesto invece ai propri cittadini presenti in Turchia di lasciare immediatamente il paese e di rientrare in patria.

Hamas ha invocato oggi «una intifada dinanzi alle ambasciate israeliane nel mondo» per protestare contro l'arrembaggio alla flottiglia di ong. A parlarne è stato Ahmad Yusef, uno degli esponenti della fazione islamico radicale palestinese a Gaza.

Tafferugli fra studenti arabi ed ebrei all'università di Haifa, la più multietnica fra le maggiori città d'Israele, sono scoppiati a margine di una manifestazione di protesta contro il sanguinoso abbordaggio alla flottiglia di ong. La minoranza arabo-israeliana è in fermento per quanto accaduto oggi: negli ambienti più radicali pesa il ferimento dello sceicco Raed Salah, leader del Movimento Islamico in Galilea, che era su una delle navi della flottiglia e che - secondo notizie confermate in queste ore - risulta essere stato in effetti colpito, seppure in modo non grave.

Rischio terza intifada. L'edizione online del giornale Haaretz lancia intanto un allarme sul rischio che la collera della comunità arabo-israeliana - già vicina negli ultimi mesi al punto di rottura - si trasformi in «una terza intifada» (rivolta popolare generalizzata): intifada che, a differenza delle due precedenti avvenute in anni passati nei territori palestinesi, questa volta minaccerebbe direttamente il fronte interno in Israele.

Grande preoccupazione e dolore sono stati espressi dalla Santa Sede. Sentimenti riferiti da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana. «La Santa Sede è sempre contraria all'impiego della violenza, da qualsiasi parte essa venga, perchè rende sempre più difficile la ricerca delle soluzioni pacifiche, che sono le sole lungimiranti».

Ahmadinejad: operazione disumana. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha detto oggi che l'operazione israeliana contro la flottiglia di aiuti per la Striscia di Gaza è «disumana» e contribuirà a portare alla sua scomparsa.



(31 maggio 2010)

Fonte: Il Messaggero



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