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20/05/2010 16:57:42
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di Khalid Chaouki

Come valuti questo primo periodo del Comitato per l’Islam italiano ? 

Questo primo periodo del Comitato per l’Islam italiano e’ senza dubbio un grande bene per noi musulmani in Italia. Infatti grazie alla  volonta’ diffusa della parte moderata ed equilibrata della comunita’ islamica raccolta dall’ impegnato sostegno propulsivo  di autorevoli  esponenti del mondo politico e religioso, come l’On. Souad Sbai e il Dott. Abdellah  Redouane, si e’ arrivati alla costituzione di questo Comitato.  Esso rappresenta di certo un’opportunita’ per la Comunita’ musulmana per farsi conoscere, per stimolare in positivo l’interesse dell’opinione pubblica, per creare  occasioni di dialogo costruttivo a vantaggio di una maggiore reciproca comprensione. E’ indubbio che ad oggi il Comitato sia in fase di formazione e che tutta la sua attivita’ in concreto debba ancora partire, ma confido che, disbrigate tutte le questioni organizzative e superate in maniera costruttiva le varie polemiche, si possano raggiungere pazientemente importanti risultati per l’integrazione e per la pace.
 
Rispetto alle recenti dimissioni di Mario Scialoja e le critiche verso alcuni dei componenti, qual’ e’ la tua opinione ?
 
Le critiche del Dott. Mario Scialoja e le osservazioni di alcuni componenti del Comitato  sono giuste e pienamente condivisibili. I membri del Comitato dovrebbero tutti essere benevolmente disposti verso l’Islam e  conoscere la cultura musulmana. Ma le dimissioni del Dott. Scialoja sono un errore: in questo modo il Dott. Scialoja ha privato il Comitato della Sua grande esperienza e rinunciato a dare il Suo prezioso contributo collaborativo di “ illuminato” conoscitore della cultura islamica italiana. A beneficio della Comunita’ musulmana italiana bisogna agire con paziente moderazione. E parlare costruttivamente per muovere cambiamenti positivi nel Comitato. Non sara’ facile, ma non si dovrebbe perdere l’occasione di fare qualcosa di buono.
 
In generale, secondo te quali sono le esigenze prioritarie delle comunita’ islamiche in Italia e come andrebbero affrontate?    

Le comunita’ islamiche in Italia hanno bisogno prioritariamente di avere dei punti di riferimento affidabili. Hanno bisogno di essere ben guidate da persone oneste, responsabili, capaci culturalmente, esperte nell’Islam e anche preparate sulle leggi italiane che bisogna conoscere, far conoscere e rispettare.
Alle Comunita’ islamiche in Italia, inoltre, mancano i luoghi idonei per pregare, per riunirsi, per diffondere in modo sano e moderato la conoscenza dell’ Islam e il rispetto delle sue tradizioni. Per non lasciare spazio a fanatici opportunisti ed approfittatori, ignoranti dell’Islam, di incontrarsi nelle case o nei garage a diffondere la cultura del terrore, dell’intolleranza, della violenza contro le donne, dell’integralismo. L’ Islam dovrebbe essere conosciuto per quello che e’: cultura di pace, di altruismo, di onesta’, d’amore generoso. Ma finche’ i mass media continueranno ad interessarsi solo alle negativita’ e agli episodi di cronaca nera legati alle nostre comunita’islamiche sara’ difficile far conoscere il messaggio positivo dell’Islam. Vincere la diffidenza. E favorire quindi la pacifica integrazione delle nostre comunita’ nella societa’ italiana.
 
Si parla spesso di formazione degli imam. Secondo te come si dovrebbe risolvere questo nodo in Italia? 

In primo luogo e’ giusto osservare, come gia’ fatto da altri membri del Comitato, che il relatore per il gruppo di lavoro sulla formazione e qualificazione giuridica degli imam dovrebbe essere un musulmano.
Per la formazione degli imam in Italia si deve istituire un percorso di formazione per i prescelti sulla base, per esempio, del programma istituzionale del Ministero degli Affari Islamici Marocchino.
 
Infine c’e’ un clima di paura e attacco alle comunita’ islamiche attraverso slogan politici o la chiusura anche di varie moschee. Condividi questa analisi e come si potrebbe superare questo clima ?

Purtroppo negli italiani c’e grande paura e una diffidenza profonda verso il mondo islamico. Ma non si puo’ biasimarli. Gli italiani hanno conosciuto solo il volto negativo e violento della comunita’ musulmana. Perche’ e’ tutto cio’ che i mass media hanno riferito. Ma c’e’ un Islam moderato, pacifico, equilibrato che deve venire alla luce e far parlare di se’. E si dovrebbe partire con la pubblica condanna da parte di tutti i rappresentanti dei centri islamici del terrorismo e della violenza contro le donne.
Confido nella collaborazione dei membri del Comitato per far emergere il volto migliore dell’Islam, lanciare un messaggio di speranza e operare concretamente per gettare le basi su cui costruire una pacifica e rispettosa convivenza. 


(21 maggio 2010)
 



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