Lei ha dichiarato che si è dimesso dal comitato per l'islam italiano perchè era una presa in giro. Può dirci quali sono gli aspetti che non le sono piaciuti?
La scelta dei relatori è fortemente sbilanciata. Sono tutti non musulmani, ad eccezione della Signora Antivalle e del Prof Fouad Allam, nominati relatori per due argomenti di scarsa importanza e per di più dopo l’indicazione per gli stessi argomenti di un relatore non musulmano. Essi sono quindi due correlatori posti in posizione evidentemente subordinata. Il relatore raccoglie è vero, come sostiene il Ministero, i contributi volontari dei membri del comitato. Ma la funzione del relatore è quella di commentarli, aggiungere le proprie valutazioni e quindi di firmare il documento: una funzione quindi di sostanza non di forma. Inoltre il testo ministeriale non precisa che i contributi debbano venire dai componenti musulmani del Comitato. Potrebbe quindi verificarsi il caso assurdo che il documento del Comitato su un tema particolare sia redatto con il contributo esclusivo di membri non musulmani. Non si possono poi scegliere relatori ben noti per i loro sentimenti islamofobi. Mi consta che alcuni membri del Comitato, in maggioranza non musulmani, siano anch’essi insoddisfatti della situazione e stiano pensando ad intervenire al riguardo presso il Ministero.
Come molti altri membri del Comitato, aveva espresso parere positivo sul primo intervento di apertura del ministro Maroni. Secondo lei perchè è stata un'occasione mancata?
Per quanto riguarda i membri musulmani del Comitato sono fortemente critico delle scelte operate dal Ministero, che è stato evidentemente mal consigliato. Su argomenti tanto importanti e delicati occorre sentire il parere ponderato di persone di esperienza e preparazione culturale adeguata. Il “largo ai giovani” nel caso del Comitato non è opportuno.
Lei è membro autorevole del CdA del Centro Culturale Islamico d'Italia. Rispetto a questa crisi provocata dalla nomina dei relatori e presidenti delle commissioni nel Comitato, crede che la grande Moschea di Roma debba prendere posizione?
Per quanto riguarda il Centro Islamico Culturale d’Italia so che il Segretario Generale sta effettuando consultazioni.
Infine come vede l'immediato futuro della minoranza musulmana in Italia. L'Ucoii ha lanciato con la sua nuova dirigenza una proposta di federazione delle maggiori organizzazioni islamiche in Italia per il bene di tutti i musulmani e della società italiana. Lei cosa ne pensa?
Io ritengo che l’iniziativa di una federazione lanciata dall’On. Giuliano Amato quando era Ministro dell’Interno sia ancora l’unica opzione valida. Purtroppo l’attuale Governo la ha prontamente seppellita perché non vuole nessuna organizzazione rappresentativa della comunità musulmana italiana. E’ una vera indecenza che il Ministro Maroni non abbia mai risposto alla lettera che gli scrissi all’inizio del suo mandato a nome del “Gruppo dei Promotori della Federazione" tra i quali c'era l'attuale On Sbai. Sapevo evidentemente che avrei ricevuto una risposta negativa. Ma il Ministro doveva rispettare una elementare norma di cortesia istituzionale.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.