Professor Branca, prima delle dimissioni di Mario Scialoja dal Comitato per l’Islam italiano di recente istituzione, si era già avuto sentore di qualche malcontento all’interno del gruppo?
La composizione del Comitato era già sembrata curiosa dall’inizio per la presenza di alcune persone che hanno spesso scritto cose molto negative sull’islam. Inoltre, la presenza musulmana é limitata e in un comitato ‘tecnico’ non sempre è chiara la competenza di chi ne fa parte. C’è una sola donna, Gulshan Antivalle che oltretutto fa parte della comunità ismaelita, mentre la maggioranza delle musulmane che vivono in Italia sono piuttosto marocchine o egiziane… Si è notata da subito la totale assenza di giovani. La motivazione di questo tipo di composizione dipende dal fatto che il Comitato è stato concepito come un organo consultivo e non rappresentativo, il che può costituire un vantaggio considerato che la vecchia Commissione si spaccò fra Ucoii e anti-Ucoii.
Per quanto riguarda la “goccia che ha fatto traboccare il vaso” e cioè la nomina dei relatori dei gruppi di lavoro?
La nomina dei relatori è stata fatta a livello centrale, esattamente come avvenne per la riunione di insediamento prima della quale non ci era stato comunicato né chi sarebbero stati gli altri membri del Comitato né l’ordine del giorno. Anche la scelta dei relatori è avvenuta “dall’alto”. Di essi solo due sono musulmani e nessun musulmano è relatore nei sottogruppi che si dovrebbero occupare delle moschee e degli imam. Questo gesto è stato problematico soprattutto nei confronti della Grande Moschea di Roma che è anche un ente già riconosciuto.
Dalla nascita del Comitato fino ad oggi quali sono state le reazioni dei membri?
Dopo la riunione di insediamento ciascuno dovrebbe aver mandato ai funzionari del Ministero una propria lista di temi prioritari. Siamo appena stati ricontattati per i gruppi di lavoro e da quanto si capisce le quattro commissioni dovrebbero presentare le relazioni tutte insieme a fine maggio. In tal caso il tempo a disposizione per discutere di questioni tanto complesse sarebbe davvero insufficiente.
Quali sono le sue considerazioni sulle dimissioni di Mario Scialoja?
Posso comprendere le sue motivazioni, ma credo che sia bene proseguire, magari dopo essersi chiariti sulle procedure. I problemi sono reali e soluzioni adeguate servono, e presto, nell’interesse di tutti.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.
All'interno del progetto "Nuovi cittadini e spazi comuni", che mira a favorire la coesione sociale nella città, mercoledì 19 ottobre si terrà a Torino l'incontro "Apporti culturali e condivisione di saperi: conoscersi per riconoscersi" con la presenza della Coreis e dell'Umi.