Il nostro è un appello urgente che viene da studiosi religiosi (faqihs e sheikh sufi), intellettuali e anziani dei clan da Trippoli, Bani, Walid, Zintan, Jadu, Msalata, Misrata, Zawiah e altre città e villaggi dell’area occidentale della nostra amata Libia e che è diretto a tutta l’umanità, agli uomini e alle donne di buona volontà.
Il regime libanese ha sparato ai dimostranti pacifici che stavano semplicemente reclamando i loro diritti umani, divinamente concessi e internazionalmente riconosciuti. Noi testimoniamo davanti a Dio che, nel momento in cui stiamo scrivendo [questo comunicato, ndt] (19 febbraio 2011, ore 18 a Tripoli), centinaia di persone vengono uccise a colpi di mitragliatrice accanto alle caserme centrali e al quartiere generale della sicurezza a Benghazi. Ciò va ad aggiungersi alle centinaia di morti e feriti degli ultimi tre giorni ad al-Beda, Darna, Shahat, Ijdabiah e in altre città e villaggi dell’area orientale della nostra amata Libia.
Per favore aiutateci! Per favore, fate qualsiasi cosa sia in vostro potere per fermare questo massacro.
Ci appelliamo a qualsiasi musulmano, all’interno del regime o che lo supporta in qualsiasi modo, affinché riconosca che l’uccisione di esseri umani innocenti è vietata dal nostro Creatore e dal Suo amato Profeta della Compassione (la pace sia su di lui) e che chiunque commette tali crimini contro l’umanità o che favorisce la loro realizzazione, in qualsiasi modo, si espone alla condanna della collera di Dio e alla dannazione eterna. La vita umana è santificata da Dio Stesso ed è protetta dalla Divina Shariah e dalla legge internazionale. NON uccidere i tuoi fratelli e le tue sorelle. FERMATE il massacro ORA!
Ci appelliamo ai fedeli e coraggiosi libici perché si aiutino gli uni gli altri in ogni maniera possibile e affinché rimangano uniti. Questo è quanto hanno comandato Allah e il Suo amato Profeta (la pace sia su di lui).
A Terni si discute su “La religione immigrata: Islam e seconde generazioni in Italia” il 22 febbraio. Organizza il seminario Alisei Coop, una cooperativa con la mission di garantire pari opportunità alla popolazione italiana ed immigrata.
Ad un anno di distanza dalla "rivoluzione", il popolo egiziano lamenta la mancanza di sicurezza nel Paese attualmente governato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate: durante una partita di calcio a Port Said sono stati uccisi 74 tifosi.
I cittadini egiziani sono di nuovo alle urne il 3 e il 4 gennaio. Questa volta (la terza) saranno il Sinai, vari governatorati del Delta e del centro del Nilo e i villaggi del deserto ad essere chiamati a votare.
Il 21 dicembre la comunità musulmana livornese ha acquistato parte di una struttura in zona Picchianti che verrà destinata alla costruzione di un luogo di culto. Reazioni positive dal Sindaco e dal Vescovo di Livorno.
Il Natale 2011 sembra particolarmente essere all'insegna del desiderio di pace e riconciliazione. Dalle parole di Papa Benedetto XVI agli auguri della comunità musulmana.