09/07/2010 14:38:37
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di Kourosh Ziabari 

Il 18 Maggio è dedicato alla memoria di Omar Khayyam nel calendario solare iraniano, il calendario che lo stesso Khayyam aveva inventato. Per il mondo occidentale, che è sempre stato incantato dalla magnificenza e dalla gloria della cultura orientale, Omar Khayyam è una figura venerabile che porta alla mente la delicatezza e la grazia dell'antica civiltà persiana. L'erudito, astronomo, filosofo e poeta iraniano è conosciuto a livello internazionale per le sue sagaci rubaiyyat (quartine) che il noto poeta inglese Edward Fitzgerald tradusse dal persiano all'inglese 150 anni fa.

Omar Khayyam costituisce una parte inseparabile dell'impressionante storia della letteratura e della scienza iraniana. É associato alla creazione del calendario solare più accurato del mondo, cioè il calendario Jalali che, secondo gli astronomi e i matematici è molto più esatto e preciso del calendario gregoriano. Si dice che il calendario solare ideato da Omar Khayyam mostra un errore nel calcolo dei giorni e dei mesi solo una volta ogni 10.000 anni.

Khayyam è nato nel 1048 nella città di Neyshapur del Grande Iran del tempo. La potenza letteraria di Khayyam era talmente significativa da renderlo il miglior compositore di quartine fra i poeti persiani; tuttavia è anche conosciuto per i suoi contributi all'astronomia e una delle sue maggiori scoperte fu la riforma del calendario persiano sotto il re sultano selgiuchide Jalal al-Din Malekshah Saljuqi da cui prese nome il calendario solare persiano. Khayyam fu un'importante figura nella matematica, letteratura, filosfia e astronomia del suo tempo. Alcuni storici orientalisti credono che Khayyam sia stato studente di Avicenna, il rinomato fisico, teologo e paleontologo persiano del X secolo. In uno dei suoi poemi, Khayyam si presenta come un seguace del cammino ideologico di Avicenna, tuttavia la sua sembra essere più un'affinità spirituale e mistica che una relazione diretta fra maestro e studente.

Le quartine di Khayyam che gli hanno dato popolarità a livello internazionale sono una collezione di poemi di essenza filosofica e natura ontologica in cui Khayyam rivela i suoi punti di vista scettici riguardo alla modalità del mondo materiale e all'esistenza dell'essere umano. E' opinione diffusa che Khayyam avesse un punto di vista pessimista e cinico riguardo al mondo materiale:

Ieri si preparava la follia di questo giorno;
Domani il Silenzio, Trionfo o Disperazione:
Bevi! Perché non sai né da dove viene né perché:
Bevi! Perché non sai né perché vai né dove.

Contestualmente le quartine di Khayyam possono essere divise in cinque categorie principali: 1 – i misteri dell'universo; 2 – le cose inevitabili della vita come il destino e l'infedeltà del mondo; 3 – le domande; 4 – la modalità della vita sociale; 5 – i momenti allegri della vita.

Ci sono numerose traduzioni disponibili delle quartine di Khayyam in varie lingue fra cui inglese, tedesco, olandese, francese, italiano, danese e arabo. La traduzione di Edward Fitzgerald è considerata la più autorevole e completa versione delle quartine di Khayyam in inglese. Il successo della traduzione di Bodenstedt della rubayyat in tedesco può essere comparato a quello di Fitzgerald in inglese. Un'altra notevole traduzione è quella del prolifico scrittore Eric Axel Hermelin che ha tradotto competentemente le quartine in svedese.

Nonostante sia a livello letterario di importanza minore rispetto all'opera in poesia "Shahnameh", formata da 60.000 coppie di versi, di Ferdowi che riportò in vita la lingua persiana nell'epoca cruciale della conquista araba della Persia, Rubiyat ha comunque ricevuto molta attenzione in vari paesi e la comunità internazionale ha ammirato Khayyam e reso onore al suo capolavoro artistico.

In Tunisia è stata costruita una catena di hotel che riprende il nome da Khayyam. Uno dei crateri lunari è stato chiamato Omar Khayyam in suo onore; si trova a latitudine di 58.0N e a longitudine 102.1W sulla superficie della luna. L'asteroide 1980 RT2 esterno alla fascia principale riceve anch'esso il suo nome da Omar Khayyam.

Il pastore e attivista americano Martin Luther King Jr ha citato Khayyam nel suo discorso "Perchè mi oppongo alla guerra in Vietnam": "E' tempo che tutte le persone di coscienza chiedano all'America di tornarsene a casa. Torna a casa America. Omar Khayyam ha ragione: 'Il dito che si muove scrive e dopo aver scritto va avanti".
Il romanziere americano Kurt Vonnegut si riferisce alla quartina di Khayyam "il dito che si muove scrive" nel suo romanzo "Breakfast of Champions" quando il protagonista Dwayne Hoover rivela di essere stato obbligato ad impararla a memoria al liceo.

In ogni caso, Khayyam ha ricevuto così tanta attenzione a livello internazionale che perfino gli studenti delle scuole elementari negli Stati Uniti lo conoscono bene. E' solo una delle centinaia di figure che hanno costruito il piedistallo della civiltà persiana. 

(09 luglio 2010)

Fonte: middle-east-online.com

Traduzione e adattamento di E.D.



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